giovedì 8 gennaio 2026

Opere inedite alla mostra sui Quinzio di Palazzo Rosso a Genova

    L'analisi dei disegni e dei bozzetti per la mostra allestita a Genova a Palazzo Rosso (25 settembre - 14 dicembre 2025) - a cura di Martina Panizzutt e Margherita Priarone - sui Quinzio ha rivelato alcune opere inedite, tra cui tre affreschi, realizzati per la chiesa parrocchiale di S. Michele Arcangelo di Soglio (1) e di S. Ambrogio, (Orero) e di S. Nicolò (Coreglia Ligure) nell'entroterra del Tigullio di levante (2). 

  Se le ricerche attraverso la documentazione storica, confermeranno l'autenticità e la datazione di queste opere, si tratta di una scoperta artistica rilevante per la conoscenza e la valorizzazione della bottega dei Quinzio, esponenti della pittura ligure e non solo dell'Ottocento.

Giovanni Quinzio, S. Michele, catino absidale, chiesa di Soglio, 1881


                                      
                                
Tullio Salvatore Quinzio, S.Ambrogio, affresco, chiesa di Orero



Tullio Salvatore Quinzio, Figura di abate, Genova, Galleria di Palazzo Rosso,
acquerello, cm. 55,5 x 29,5, inv. 6218) 
 

   Questo disegno ad acquerello su cartoncino di Tullio Salvatore Quinzio, è riconducibile ad un bozzetto per l'affresco nel catino absidale della chiesa di Orero.  Sulla destra è rappresentata la figura di un prelato, alle spalle di Ambrogio, vescovo di Milano. Al centro della scena egli sta impedendo all'imperatore Teodosio I, - in primo piano a sinistra - l'ingresso alla basilica, a seguito della scomunica (390 d.C.) per il massacro di Tessalonica (3).   


Tullio Salvatore Quinzio, Ascesa al cielo di S.Nicolo', affresco, chiesa di Coreglia Ligure





Note:
                                                               

 
(1) Stefano Soracco, Memorie di Soglio, in I quaderni di Ivo, n. 7, settembre 2021, pp. 44, 51.
(3) Lo scrivente ha catalogato il disegno nella propria tesi di laurea (inedita) dedicata a Tullio Quinzio, pittore (A. A.         1976/77, relatore C. Maltese. Op. cit. p. 209, foto R. Gasparini, n. 94.









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