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venerdì 2 dicembre 2022

La nuova diocesi di Chiavari nell'affresco di Raffaello Resio, pittore.

 

    A 130 anni dall'istituzione della diocesi di Chiavari - avvenuta il 3 dicembre 1892 -  il dipinto a fresco di Resio Raffaello è un segno impreteribile. Il pittore ha rappresentato il momento più solenne e ufficiale dell'evento storico-religioso: Papa Leone XIII consegna alla città di Chiavari, la bolla Romani Pontifices.

   In alto, al centro, un gruppo di angeli che sorreggono l'immagine di N.S. dell'Orto; a sinistra la chiesa-santuario elevata a cattedrale, la nuova facciata del pronao e,  di fianco, il palazzo vescovile. Sullo sfondo il golfo del Tigullio-Levante e la penisola di Sestri. 

   Resio Raffaello (Genova, 1854 - Savona, 1927). Formatosi all'Accademia Ligustica, si perfezionò a Firenze e a Roma , grazie alla borsa di studio Duchessa di Galliera. Nel 1886 fu nominato accademico di merito della stessa Ligustica, classe di pittura. Soprannominato il "pittore degli angeli", lavorò a Genova, a Firenze e a Roma. Fu pittore e decoratore di temi sacri, storici e di genere. [1]

   Nel Tigullio Resio eseguì opere di affresco nella chiesa di S. Maria del Campo a Rapallo e nella chiesa di S. Lorenzo della Costa a S.Margherita Ligure. 

Resio Raffaello, Papa Leone XIII consegna la Bolla di istituzione della diocesi di Chiavari,
 affresco, Palazzo Episcopale, piano 2, soffitto del salone di rappresentanza.

   Questo dipinto è stato pubblicato nel libro, presentato al pubblico  presso la Chiesa Cattedrale di N.S. dell'Orto, il 27 novembre scorso. Nella narrazione della visita alla Chiesa Cattedrale di un gruppo di studenti - guidati da don Andrea Buffoli (direttore dell'Ufficio Liturgico), a cui si è unito  Giampio Devasini (Vescovo di Chiavari) - anche dei rimandi storici, artistici, religiosi e statistici relativi alla diocesi. [2]

Chiesa di N.S. dell'Orto, Cattedrale di Chiavari, interno, 27/11/2022, durante la presentazione del libro.

   Nel Museo Diocesano è stata allestita una vetrina  dedicata ad oggetti ed arredi riferiti alla diocesi di Chiavari.[3] In particolare: la Bolla di fondazione della diocesi, il pastorale di Mons. Fortunato Vinelli, (primo Vescovo di Chiavari), il calice appartenente alla parrocchia di S. Giacomo di Rupinaro, usato da Papa S. Giovanni Paolo II durante la sua visita pastorale alla diocesi (1998) e varie medaglie commemorative.


Note:                                                          

[1] cfr. Dizionario degli artisti liguri, (a cura di G. Beringheli), Ed. De Ferrari, Genova, 2012, p.320-321; cfr. anche Silvia Bottaro, Raffaello Resio (1854 - 1927) Scenari d'arte. Ed. Darsena. Savona, 2012.

[2] cfr. F. Baratta P. Pezzi, Chiesa di Chiavari da 130 anni diocesi (1892 - 2022), Ed. Geko, Avegno (GE.), 2022, pp. 10-12-13-91-94-97,101,132.

[3] Nel 1892 la parte orientale dell'Archidiocesi di Genova venne smembrata per costituire la Diocesi di Chiavari. Essa era formata da 133 parrocchie divise in 23 vicariati foranei, comprendendo le località di Portovenere, Carro, Maissana, Framura e Varese Ligure. Sestri Levante e Nascio restarono sotto la Diocesi di Brugnato fino al 1959. Successivamente furono annesse alla diocesi di Chiavari. Borzonasca rimase fino al 1989 sotto la Diocesi di Bobbio. Dopo fu annessa alla diocesi di Chiavari.


 Attualmente la Diocesi di Chiavari, suffraganea dell'arcidiocesi di Genova, appartiene alla regione ecclesiastica Liguria.  Si estende sul territorio in un'area di 559 Kmq, da Portofino a Moneglia  sulla fascia costiera del Tigullio e, nell'entroterra, fino ai comuni di Lumarzo, Neirone, Favale di Malvaro, Lorsica, Borzonasca, Mezzanego, Ne, Casarza Ligure e Castiglione Chiavarese, comprendendo 140 parrocchie divise in 5 vicariati.

 Essa contava (2021) 137430  persone battezzate, su 142600 abitanti (96,4%). Oggi i presbiteri sono 132, i diaconi 7.




mercoledì 6 gennaio 2021

Affreschi di Morgari nella chiesa di S. Lorenzo della Costa a S. Margherita Ligure


  La chiesa - composta da tre navate e otto cappelle laterali in stile barocco -  è completamente affrescata. Nella terza cappella della navata laterale sinistra è conservato il trittico di S.Andrea, commissionato da Andrea della Costa ad un pittore fiammingo nella fine del XV secolo. Nel coro, in fondo alla navata centrale, il dipinto di Luca Cambiaso, Martirio di S. Lorenzo del XVI secolo.

Luigi Morgari, Adorazione dei Magi, navata centrale, affresco, 1922.

   I pittori Sante Bertelli, Raffaello Resio, Giuseppe Mazzei e Luigi Morgari  hanno contribuito in varie riprese alla decorazione pittorica della chiesa.

   Luigi Morgari (Torino 1857; Torino 1935). Studiò all'Accademia Albertina di Torino, allievo di Enrico Gamba e Andrea Gastaldi. Collaborò a lungo con il padre e con lo zio Rodolfo. Si affermò alle Esposizioni di Torino, Milano, Firenze e Roma con dipinti di soggetto profano e religioso, caratterizzati dal movimento grandioso delle figure e dall'uso di tonalità sobrie e delicate.

   Nel Tigullio, oltre che a S. Lorenzo della Costa  eseguì affreschi per la chiesa di S. Martino di Noceto a Rapallo, di S. Bartolomeo della Ginestra a Sestri Levante e di S. Michele Arcangelo a Soglio (comune di Orero).  



giovedì 22 ottobre 2020

Luigi Agretti, pittore e decoratore

   Luigi Agretti (La Spezia,16/08/1877 - La Spezia, 17/11/1937). Il padre Cesare, pittore decoratore, gli insegna i primi rudimenti di pittura, ed a soli quattordici anni Luigi esegue alcune decorazioni per il teatro Comunale di Monte Castello di Vibio (Perugia), rivelando un precoce talento [1]. 

  Grazie ad un pensionato vinto nel 1895, si reca a Roma, ove può frequentare l'Accademia di Belle Arti e il Museo Artistico Industriale, entrando in contatto con Domenico Bruschi e Annibale Brugnoli, con i quali lavorerà a Firenze nel Palazzo Cesaroni, e nel Duomo di Palestrina.

  Nel 1903, esegue in collaborazione con Coriolano Mazzerioli alcuni lavori di decorazione a Perugia; viene nominato accademico di merito all'Accademia di quella città.

Luigi Agretti, Il Lavoro, Atrio Biglietteria, Stazione Centr. La Spezia. affresco.

   Ritornato in Liguria,  realizza opere di decorazione e di pittura. Le più note nel territorio spezzino si possono vedere nella chiesa di Santa Maria degli Angeli e di S. Nicolò ad Arcola; nella chiesa di S. Maria Assunta, nell'atrio della biglietteria della Stazione Centrale e nella villa Ceretti-Marmori a La Spezia; nella chiesa di S. Francesco a Lerici.

    Nell'area del Tigullio eseguì degli affreschi nelle chiese di S. Maria Assunta di Temossi e di S. Vincenzo e Anastasio di Caregli a Borzonasca; nella chiesa di S. Vincenzo a Favale di Malvaro, nella chiesa di S. Maurizio a Neirone e nella chiesa di N.S. del Ponte a Lavagna; nell'atrio, nella scala e nel lucernaio del palazzo Bianchetti a Chiavari.

Luigi Agretti, Figure allegoriche, Atrio palazzo Bianchetti, affresco, Chiavari, 1929.


Note:
                                                                  

[1] Gen P. A. Conti, Luigi Agretti, e Ancora de' quadri di Agretti, in L'Opinione, La Spezia, giugno, 1934, nn. 22-23, pp. 7 - 23.













domenica 27 settembre 2020

La mostra personale di Francesco Cassanelli a Chiavari

 

   Francesco Cassanelli, alias Mbà Frènk  (Bisceglie, Ba, 1955) ha  frequentato  l'Istituto  d'Arte  e  l'Accademia  di  Belle  Arti di  Bari (sezione  pittura),  dove  si  è  diplomato  nel  1980.

   Dal  1981  al 2020 ha insegnato Arte, Decorazione  Pittorica  e  Scenografica  presso il Liceo Artistico "Luzzati" (ex Istituto  Statale  d'Arte)  di  Chiavari  (Genova),  città  nella  quale  abitualmente  risiede.

 

Francesco Cassanelli, Mbà Frènk, L'abbazia di S.Fruttuoso, olio su tela, cm. 60 x 50, (2015).

   Oltre ad un considerevole numero di mostre personali in Italia, Francesco Cassanelli ha al proprio attivo la partecipazione a parecchie importanti manifestazioni artistiche nazionali e in Germania.

   Nelle opere esposte emerge da un lato un continuo riferimento alla realtà del paesaggio e dall'altro un altrettanto afflato alla fantasia.

F. Cassanelli, Mbà Frènk, Viaggio verso un sogno,
 acrilico su masonite, cm. 40 x 50, (2014).

    L’ingresso alla mostra, che ha il patrocinio del Comune ed è allestita nelle sale della storica Torre in via della Cittadella, osserva i seguenti orari: tutti i giorni ore 10/13 e 16/19.30, fino al 4 ottobre 2020 [1].

Note:
                                                 

[1] cfr. www.cassanelli.com


lunedì 7 settembre 2020

Renzo Furlan, pittore e decoratore

 Renzo Furlan (Farra d'Isonzo, Gorizia 20/12/1933 - Lavagna, Genova 15/08/2020). 

   Dopo la scuola secondaria - grazie ad una borsa di studio ministeriale - poté trasferirsi a Firenze per frequentare il Magistero d'Arte e sviluppare il suo talento artistico sino al diploma. Successivamente continuò a perfezionarsi presso l'Accademia delle Belle Arti di Firenze.

   Nel 1960 si stabilì a Chiavari per un incarico di docenza presso l'Istituto Statale d'Arte (attuale Liceo Artistico E. Luzzati), dove Insegnò per tanti anni decorazione pittorica. Tale disciplina diventò la sua specialità artistica. Nel 1990 ebbe il riconoscimento con il Premio Turio Copello della Società Economica di Chiavari.

  Le sue opere di decorazione e restauro architettonico sono sparse un po' in tutto il territorio, tra Chiavari, Lavagna, Sestri Levante e dintorni.


   Nel 1992 realizzò la decorazione degli esterni di questo palazzo, situato nella piazza di N.S. dell'Orto a Chiavari, sul lato orientale della Cattedrale e, ad angolo, sul lato nord della piazza, il Palazzo Comunale.

   L'edificio è attualmente adibito ad uso albergo, ristorante, bar e pasticceria. Fino a qualche anno fa la gestione fu della famiglia Bacigalupo, il cui capostipite Giuseppe, detto "Pippo", ne pose anche la denominazione comune originaria. 

giovedì 2 luglio 2020

L'immagine della Madonna dell'Orto di O. Bandini, pittore

   L'immagine originale della Madonna dell'Ortocommissionata  da una "pia donna" a un pittore locale, tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo - è collocata sull'altare maggiore della Cattedrale di Chiavari. 

   Recenti ricerche hanno consentito di confermare l'attribuzione di questa immagine al pittore Benedetto Borzone [1]. 


   Fra le immagini di N.S. dell'Orto, realizzate successivamente, è degna di nota quella di un pittore contemporaneo, che pochi ricordano: Olindo Bandini (Medola, 1914 - Chiavari, 1980).



O. Bandini, "Madonna dell'Orto", 1964, Chiavari, via Jacopo Rocca.
Foto di E. Panzacchi


Note:
                                                                        


[1] cfr. G. Algeri - A. Floriani, La pittura in Liguria. Il Quattrocento., Genova, 1991, p. 495; G. Algeri, La Basilica della Madonna dell'Orto a Chiavari: da Santuario a Cattedrale, Chiavari, 2010, pp. 9 - 18.




martedì 31 marzo 2020

Auguri per i 90 anni di Luiso Sturla


   Luiso Sturla nasce a Chiavari nel 1930. Studia al Liceo Artistico Nicolò Barabino di Genova e successivamente alla Facoltà di Architettura di Torino. A Chiavari frequenta i pittori Bartolomeo Sanguineti e Vittorio Ugolini, con loro forma il “Gruppo del Golfo” [1].

    Nel 1953 aderisce al MAC (Movimento Arte Concreta) di Milano di cui diventa il segretario per la Liguria fino al 1957. Nel 1958 compie un viaggio in Spagna in seguita al quale tornerà con un maturato interesse per l’arte informale. Nel 1959 inizia la collaborazione con la Galleria Numero di Firenze. diretta da Fiamma Vigo, che lo porterà ad esporre in diverse mostre in Italia e all'estero. 

Luiso Sturla

   Nel 1960 compie il primo viaggio a New York dove vi soggiorna per un anno. A New York assiste alla nascita della pop art. Dipinge in uno studio in Avenue C a Manhattan e frequenta il Cedar Bar in Greenwich Village dove conosce Michael Goldberg e Gregory Corso. Ossessionato dai continui incendi del quartiere dell'East Side dipinge circa ottanta carte dal titolo “Dopo gli incendi - Carte Americane”.

    Nel 1961 torna a Firenze e frequenta gli esponenti del gruppo dell’Astrattismo Classico fiorentino. Nel 1962 si trasferisce a Milano.

Note: 
[1]  www.luisosturla.com
     cfr. E.M. Clementi, Auguri digitali per i 90 anni di Luiso Sturla, in Il Secolo XIX, Genova, 28/03/2020.

lunedì 26 agosto 2019

Luigi Santini pittore e scultore



   Un anno fa è venuto a mancare Luigi Santini pittore e scultore. La figlia Emanuela ha curato la mostra retrospettiva, "Una vita per l'arte Luigi Santini", tenutasi nello scorso mese di giugno, presso la splendida Villa Vicini a Zoagli (Ge). 

   Luigi Santini (Pieve di Campi, frazione di Borgotaro, Parma, 01/04/1932 - Zoagli, (Ge) 26/08/2018) fu pittore e scultore. Mosso fin da bambino da un'inclinazione naturale per il disegno, proseguì per tutta la vita, con tenacia e successo, l'attività artistica da autodidatta.


L. Santini, "Autoritratto", olio su tela, cm. 68 x 95, 1985,
(Foto di E. Panzacchi)

    Le origini contadine e le ristrettezze economiche non gli consentirono la continuazione agli studi. Dopo le elementari egli cercò subito un lavoro per guadagnarsi da vivere e per aiutare la famiglia [1].  


    Si trasferì a Zoagli, dove ebbe modo di fare i primi passi nell'ambiente artistico  e di incontrare Ulderico Giovacchini pittore, da cui attinse e condivise gli insegnamenti. 


L. Santini, "Scoiattoli che giocano vicino all'acqua", olio su tela, cm. 107 x 87, 1988.
(Foto di E. Panzacchi)

   Pur tendendo al 'Macchiaiolismo' l'operare di Luigi Santini non si ferma  agli schemi di questa corrente pittorica. Egli, con la propria sensibilità, tratta i colori, studia le forme, allargandone i confini e approfondendone i significati. I soggetti prediletti sono il paesaggio (il mare del Tigullio e la neve dell'Appennino ligure) e di genere  [2].

    Molte sue opere sono conservate in importanti collezioni italiane ed estere.


L. Santini, "Una pietra a forma di cuore", olio su tela, cm. 70 x 60, 1980,
(Foto di E. Panzacchi)

"Quando un pittore si mette a dipingere, in quel momento deve partire per il Cielo." (L. Santini) [3]


Note:
                                                                     

[1] Nel 1961 la prima mostra personale a Chiavari.
[2] cfr. Enciclopedia Universale d'Arte Moderna, Milano, Seda, 1971; Catalogo Bolaffi, Torino, 1972.
[3] cfr. Archivio di famiglia.


lunedì 20 maggio 2019

Maestri liguri fra '800 e '900 alla Galleria Arte Casa di Genova

   
   Tra i Maestri liguri della seconda metà del '800 e del primo '900, in esposizione alla LXXIX Mostra della Galleria Arte Casa di Genova (dal 11 maggio al 1 giugno 2019) anche quattro artisti che hanno vissuto e operato a lungo nel Tigullio [1]. Essi sono:

    Rubaldo Merello  (Isolato  Valtellina (SO) 1872 - S. Margherita Ligure (GE) 1922),  di cui viene presentata una indimenticabile veduta di S. Fruttuoso;

R. Merello, Rocce e mare a S.Fruttuoso, olio su tela, cm. 50 x 45,
 firmato in basso a sinistra, 1910 ca.


   Gaetano Previati (Ferrara 1852 - Lavagna (GE) 1920), con un capolavoro tra i più noti nel panorama artistico del periodo tra XIX e XX secolo;



Gaetano Previati, Passeggiata primaverile, olio su tela, cm. 50 x 67,
firmato in basso a sinistra, 1905 ca.


  Emanuele Rambaldi (Pieve di Teco (IM) 1903 - Savona 1968), con due dipinti: un paesaggio parigino e un soggetto di genere;


Emanuele Rambaldi, Ragazza con cesto di frutta, olio su tavola, cm 90 x 75,
firmato e datato 1929 in basso a sinistra.

   e Antonio Schiaffino (Il Camoglino) (Camogli (GE) 1879 - Genova 1968), con una raffinata ed elegante opera [2].

Antonio Schiaffino, Ragazza con il vaso, olio su tela, cm. 85 x 65,
firmato e datato 1927 in basso a sinistra.

  Quattro pittori liguri che, in un  contesto espositivo costituito da 45 opere di 38 artisti, rappresentano i movimenti significativi (Divisionismo, Futurismo e Novecento) dell'arte italiana tra XIX e XX secolo.



Note:
                                                             


[1] Catalogo della LXXIX Mostra Maestri Liguri fra Ottocento e Novecento, a cura di T. Pelizza e G. Goslino, Galleria Arte Casa, Genova, 2019, nn. di catalogo 24 - 35 - 36 - 42; riproduzioni pagg. 53 - 75 - 77 - 89.
  
In esposizione opere di: Cesare Bentivoglio, Santo Bertelli, Emilio Bocciardo, Sexto Canegallo, Enrico "Chin" Castello, Giuseppe Cominetti, Aurelio Craffonara, Armando Cuniolo, Gennaro d'Amato, Giovanni Battista Derchi, Berto Ferrari, Andrea Figari, Agostino Fossati, Alberto Helios Gagliardo, Luigi Garibbo, Federico Maragliano, Arturo Martini, Amedeo Merello, Rubaldo Merello, Guido Micheletti, Evasio Montanella, Ettore Morteo, Domingo Motta, Benedetto Musso, Plinio Nomellini, Eugenio Olivari, Eso Peluzzi, Giuseppe Pennasilico, Gaetano Previati, Emanuele Rambaldi, Ernesto Rayper, Oscar Saccorotti, Fausto Saccorotti, Giuseppe Sacheri, Antonio Schiaffino, Giovanni Solari, Antonio Varni e Alessandro Viazzi.



[2] Per le note biografiche rimando al Dizionario degli Artisti Liguri Pittori Scultori Ceramisti, incisori del Novecento, a cura di G. Beringheli, De Ferrari, Genova, 2012, pagg. 245 - 246 (R. Merello), pagg. 306 - 307 (G. Previati), pagg. 315 - 316 (E. Rambaldi) e pag. 347 (A. Schiaffino).






mercoledì 9 gennaio 2019

Vittorio Ugolini, la ricerca di una sintesi tra forma e colore




    E' stata inaugurata il 7 dicembre scorso nelle sale di Palazzo Rocca a Chiavari la mostra Vittorio Ugolini. Sono state selezionate cinquanta opere riguardanti i passaggi significativi della produzione artistica del pittore Vittorio Ugolini, partendo da fine anni ’30 del secolo scorso, fino ad arrivare ai primi anni 2000. Nel centenario della sua nascita, questa mostra è il frutto di un lavoro di ricerca di opere e di materiale documentale, raccolte in un volume con un approfondimento storico-critico di Leo Lecci testimonianze di A. Tassisto, M. Rocca [1].


    L'esposizione è stata organizzata dall'Associazione Culturale Tecnica Mista e sponsorizzata dal Comune di Chiavari, in collaborazione con l’Università degli Studi di Genova, l’Istituto G. Caboto di Chiavari e di Santa Margherita Ligure ed il Liceo Artistico Luzzati di Chiavari. Essa sarà aperta al pubblico fino al 31 gennaio 2019.


V. Ugolini, Composizione, 1958, olio su tela, cm. 100 x 74-
(Foto di E. Panzacchi)


   Nato a Bologna, Vittorio Ugolini (Bologna, 15/11/1918 – Chiavari, 22/04/2006) visse per un periodo a Milano, prima di trasferirsi a Chiavari (Genova), dove svolse la sua attività artistica e di insegnamento. Nel 1927 iniziò a frequentare la bottega di Sfondrini, pittore e decoratore locale. Nel 1939 si iscrisse al corso di disegno presso la Scuola del Castello Sforzesco di Milano e, successivamente, tra il 1940 e il 1942, frequentò l'Accademia di Brera. 
   
   Vittorio Ugolini fu uno dei maggiori protagonisti del rinnovamento della pittura italiana e ligure del secondo dopoguerra. Partecipò alle prime esposizioni del Movimento per l'Arte Concreta (MAC), fondato nel 1948 a Milano da A. Soldati, B. Munari, G. Dorfles e G. Monnet.

   Nel 1953, insieme agli artisti liguri L. Sturla, B. Sanguineti e R. Costa, fondò a Chiavari il "Gruppo del Golfo". Nel 1954  essi aderirono al  MAC. e parteciparono all'esposizione presso la Galleria B24 di Milano, riproposta a Genova, presso la Galleria S. Matteo, col titolo "Giovani pittori del Gruppo del Golfo".


V. Ugolini, Fiori e brocca, 1966, olio su tela, cm. 50 x 60.
 (Foto di E. Panzacchi)
    Dal 1953 al 1979 fu docente di disegno professionale e tecniche pittoriche presso l'Istituto Statale d'Arte di Chiavari. Nel contempo proseguì la sua ricerca artistica, contraddistinta dal suo carattere schivo, non portato a esporsi spesso in pubblico, ma sempre presente ad ogni evento.

     Nel 1954 partecipò al Premio Marzotto a Roma; nel 1966 vinse il Premio della Camera di Commercio, nel 1968 il Premio Bogliasco e nel 1986 gli venne assegnato il Premio Turio-Copello. In questo periodo partecipò pure a numerose collettive per la pittura informale (a Torino, Genova e Roma) e alle mostre dei pittori liguri (a Berlino, Monaco e Odessa).

     Nel 2002 alla Galleria genovese "Il Poliedro" fu allestita la sua prima mostra antologica.


V. Ugolini, Gabriella, 1966, olio su tela, cm. 100 x 70
(Foto di E. Panzacchi)
    Dalle esposizioni nel M.A.C. alla ricerca sul colore, dall'astrattismo geometrico al concretismo e al naturalismo informale con connotazioni liriche profonde, Ugolini fu uno dei pittori più importanti e attivi in Liguria, nonché poco conosciuti del secondo dopoguerra in Italia [2].


Note:
                                                                 

[1]  cfr. L. Lecci, Dalla sintesi geometrica all'informale: il percorso artistico di Vittorio Ugolini dall'esperienza del MAC al naturalismo astratto, in Vittorio Ugolini, Genova, ed. De Ferrari, 2018, pp. 11-17.

[2] cfr. G. Beringheli, Ugolini, l'arte oltre la pittura, in La Repubblica, Genova, 29/06/2013.






giovedì 23 agosto 2018

Donazione della famiglia di Adriano De Laurentis ai musei genovesi


   A tre lustri dalla scomparsa di Adriano De Laurentis, i figli Daniela e Fabrizio, ed Elisabetta Megazzini (seconda moglie), hanno donato cinquantadue opere, tra dipinti e xilografie e quattro sculture, alla Galleria d'Arte Moderna di Genova e al Museo dell'Accademia Ligustica.

   In suo omaggio ed in ringraziamento ai familiari, i due musei genovesi hanno allestito le mostre "Adriano De Laurentis Un Novecento assorto e colorato"curate da Maria Flora Giubilei e Giulio Sommariva [1]. Esse saranno aperte al pubblico fino a domenica 9 settembre 2018.

   Pur avendo vissuto e lavorato stabilmente nel Tigullio, tra Chiavari, Lavagna e Sestri Levante, Adriano De Laurentis (Cavi di Lavagna, 25/08/1922 - Chiavari, 24/01/2003) ebbe una visione cosmopolita della pittura e delle arti visive. In molte sue opere si colgono richiami ai maestri italiani (G. Morandi, F. Casorati) ed europei (P. Cézanne, P. Bonnard, P. Klee) della fine dell'Ottocento e della prima metà del Novecento.

Adriano De Laurentis, Cavi di Lavagna, cartolina viaggiata, timbro postale, 09/06/1963
    
    A quindici anni conobbe Lino Perissinotti, pittore veneto stabilitosi in Liguria. A Lavagna frequentò il suo studio dal 1937 al 1945. Con il maestro coltivò l'amicizia e la collaborazione fino alla sua scomparsa (1967). 

   Nel 1938 si iscrisse al liceo artistico " Nicolò Barabino" di Genova (allievo dello scultore Guido Micheletti e del pittore, incisore e critico d'arte Paolo De Gaufridy); nel 1941 esordì pubblicamente, partecipando ai "Prelittoriali dell'Arte"; nel 1943 conseguì il diploma.

    Dopo l'adempimento degli obblighi di leva (1943 - 1944), si impegnò per il "Gruppo d'Arte indipendente di Chiavari" e diede inizio ad una intensa attività espositiva in ambito locale.

A. De Laurentis, Senza titolo,1977, olio su tavola, 50 x 64,5 cm.
Genova, Museo dell'Accademia Ligustica, (cat. delle mostre, foto n.4)


   
    Dal 1946 al 1979 fu insegnante presso l'Istituto Statale d'Arte di Chiavari, nelle discipline di disegno dal vero ed educazione visiva [2]. Dal 1978 al 1998 organizzò e tenne lezioni su tecniche del colore, ritratto, figura e paesaggio dal vero, presso il suo studio professionale [3]. 

  Alle competenze tecniche, il prof. Adriano De Laurentis univa lo studio delle opere e dell'attività artistica di Paul Klee e di Attilio Marcolli. Del primo approfondì i contenuti dei corsi al Bauhaus di Weimar (1921-1922), del secondo la teoria del campo [4]. 


    Dal 1949 al 1960 - durante i periodi di sospensione delle attività didattiche, fece i primi viaggi e soggiornò in diverse città europee (Parigi, Marsiglia, Francoforte). Nel 1960 si sposò con Brigitte Peters "Gitti", da cui ebbe due figli, Daniela (1963) e Fabrizio (1967).

   Dal 1981 riprese i viaggi di studio spostandosi verso il  nord Europa (Austria, Germania, Olanda e Danimarca).  I dipinti (tempere, oli ed acquerelli) rifletterono l'unicità della luce e la bellezza dei luoghi visitati. A queste opere egli dedicò alcune mostre [5


A. De Laurentis, Senza titolo, 1985, tempera acrilica su tela, 100 x 120 cm.
Genova, Galleria d'Arte Moderna (cat. delle mostre, foto n. 42)
     
  Dal 1991 al 1997 scelse come meta dei suoi soggiorni estivi il litorale laziale (Sabaudia). Nel 1995 - dopo la scomparsa della prima moglie (1989) - si risposò con Elisabetta Megazzini, sua allieva e modella [6].
      
     Nel 2000 la Società Economica di Chiavari - nel contesto del Premio "Turio Copello" - gli assegnò il Premio alla carriera artistica [7]. 


Note:
__________________________________    

[1] cfr. Adriano De Laurentis Un Novecento assorto e colorato, catalogo delle mostre  a cura di M. F. Giubilei G. Sommariva, Genova, Galleria d'Arte Moderna e Museo dell'Accademia, 30 giugno - 9 settembre 2018,  ed. Sagep , Genova, 2018;
Claudia Sanguineti, Genova omaggia il grande artista Adriano De Laurentis, in Il Nuovo Levante, Genova, 14/07/2018.

[2] Ebbi la fortuna di essere un suo allievo dall'anno scolastico 1964/1965 all'anno scolastico 1972/1973.

[3] Nel 1955 avviò il suo primo studio-abitazione in via Doria 9 a Chiavari; nel 1959 aprì lo studio-bottega a Sestri Levante in via XXV aprile 23; nel 1978 aprì  lo studio-atelier in via D. Gagliardo 7 a Chiavari; dal 1999 continuò a dipingere e a svolgere corsi di pittura all'acquarello, presso la sua abitazione in via Rivarola 69 a Chiavari. 

[4] cfr. P. Klee, Über die moderne Kunst, Benteli, Bern ,1945, trad. it. in Teoria della forma e della figurazione, vol. I, Feltrinelli, Milano 1959; A. Marcolli, Teoria del campo, Sansoni, Firenze, 1971.


[5] Le esposizioni furono: “Incontro con la Danimarca” (ottobre 1981) presso il suo studio di via D. Gagliardo 7 e presso la Cineteca comunale di Sestri Levante (giugno 1982); “Immagini di Bretagna e Danimarca” (1983) e “Acquerelli dell’isola di Texel (Olanda)”,(1984), entrambe nel suo studio,

[6] cfr. M. V. Cascina, Oltre l'età e oltre il tempo un amore che nasce dall'arte, in il Giornale, Milano, 17/08/2006.


[7] Per approfondimenti cfr. Adriano De Laurentis. La poetica dell'Essenzialità, catalogo della mostra a cura di E. Morini ed E. Megazzini De Laurentis, Sestri Levante, Palazzo Negrotto Cambiaso, 11/12/2004 - 06/01/2005, Genova, 2004.



domenica 20 maggio 2018

I dipinti di Antonio Orazio Quinzio in S.Bartolomeo di Ginestra a Sestri Levante


    Nel contesto pittorico interno della chiesa di S. Bartolomeo di Ginestra in Sestri Levante, i dipinti eseguiti nel 1918-1920 da Antonio Orazio Quinzio (figlio primogenito di Giovanni Quinzio), rappresentano un'innovazione tematica e stilistica rilevante, in relazione al progetto artistico presentato nel 1914 da Giovanni Stura [1].


Interno della chiesa di S.Bartolomeo di Ginestra, Sestri Levante, (Foto di E. Panzacchi)

   La prima parte del progetto fu realizzata nel presbiterio e nell'abside. Essa mise in luce un complesso di scelte tematiche e compositive di tipo accademico, connotate da un'impostazione statuaria e manieristica. Nonostante la maestria dei pittori Bracco-Corio, i dipinti furono criticati, per l'eccesso di figure (profeti, angeli, papi) convenzionali [2]. 

Bracco-Corio, Figura di Papa, frontone sinistro del presbiterio, 1916.
(Foto di E. Panzacchi)

    La discussione sulla scelta dei soggetti e la richiesta di modifiche al progetto, compromisero i rapporti con Giovanni Stura. I lavori di pittura furono sospesi da luglio 1916 a luglio 1918. Nel frattempo (1917) fu definito e messo a concorso il tema da affrontare per la cupola: "Glorificazione di Nostra Signora sotto il titolo del Soccorso e apoteosi di S. Bartolomeo"  [3].
   Nel 1918 - anno di svolta e di ripresa dei lavori - fu interpellato Antonio Orazio Quinzio (Genova, 04/03/1856-Genova-Pegli, 10/06/1928), cui si affidò l'incarico di dipingere i peducci della cupola [4].

   Il pittore genovese cambiò l'impostazione dello Stura. Al posto di figure allegoriche, dipinse i quattro Evangelisti (Matteo, Marco, Luca e Giovanni), in primo piano e in alcuni punti sopra le linee dell'ornato, accanto ai loro corrispondenti simboli (Angelo, Leone, Bue, Aquila) sullo sfondo [5].

  Terminati questi dipinti, egli ebbe subito l'incarico per i lavori di pittura della cupola, ma fu costretto a rinviare l'inizio dell'opera all'anno seguente (1919), a causa dell'epidemia spagnola [6].

A.O. Quinzio, Incoronazione di Nostra Signora del Soccorso,
Chiesa di S.Bartolomeo di Ginestra, presbiterio, affresco, 1918.
(Foto di E. Panzacchi)

   
Antonio Orazio Quinzio profittò dell'interruzione per eseguire nel presbiterio, "in cornu Evangelii", un dipinto a soggetto storico, raffigurante il rito dell'"Incoronazione di Nostra Signora del Soccorso", avvenuto il 15 settembre 1771 [7]. 


Cupola della chiesa di S. Bartolomeo di Ginestra, 1919-1920, affresco, Sestri Levante,
(Foto di E. Panzacchi)
    Nell'estate del 1919 Antonio Orazio Quinzio iniziò a dipingere la cupola. Ispirandosi alla "scuola genovese" dell'affresco - rappresentata principalmente nel XIX secolo da Francesco Gandolfi, Nicolò Barabino e Francesco Semino - si affidò ad un’illusionismo libero da partiture geometriche. Egli compose il dipinto intorno a vortici di figure in volo, ottenendo  un effetto di largo respiro, di leggerezza, e di continuità con lo spazio concreto della chiesa sottostante [8]. 


Note:
                                                                              

[1] Su progetto di Giambattista Prato (1838), la chiesa fu ricostruita tra il 1838 e il 1855, su quella preesistente. Oltre alla decorazione pittorica del progetto artistico di Giovanni Stura (realizzato nel 1915-1916) e ai dipinti di Antonio Orazio Quinzio (eseguiti nel 1918-1920), l'interno della chiesa presenta diverse opere di Giulio Corio (eseguite tra il 1920 e il 1961), un dipinto di Luigi Morgari (1920) e di Giorgio Matteo Aicardi (1947)cfr. S. BARTOLOMEO DI GINESTRA, (a cura del Cons. Amm. Parr.), 1988, pp., 239-271; 276-28. 

[2] Titolare di un'impresa insediata a Torino, Giovanni Stura fu pittore e direttore dei lavori in diverse chiese. Del suo progetto di decorazione generale, fu approvata la parte riguardante la campata, compresa tra l'arco e la cupola, il presbiterio e il coro. I lavori furono eseguiti nel 1915-1916 dai decoratori Gaffino e Lanfranco e dai pittori Bracco e Corio. cfr. A.A. V.V., ibid., pp., 243-246.
Sul frontone del presbiterio, Giulio Corio propose di dipingere le figure dei due Papi con colori diversi, anziché con la stessa tinta dell'ornato cfr. A.A. V.V., ibid., p 248.

Per rendere meno convenzionali queste figure, si prese a modello il volto di persone del luogo, come testimoniano alcuni discendenti diretti (pronipoti abiatici) di  Domenico Valentino, per la figura di papa sul frontone sinistro ( Prof.ssa Paola Maria Valentino, Sig.ra Mariapaola Brignardello e Sig. Luigino Costigliolo).


Domenico Valentino, Villanova
d'Asti, 29/03/1848 - Sestri Lev.
22/02/1921. (Cimitero di S. Bar-
tolomeo della Ginestra).

[3] La devozione alla Madonna del Soccorso fu introdotta dai Gesuiti nel 1715. Nel corso della missione sul territorio di Sestri Levante essi consegnarono uno stendardo della Vergine, la cui immagine è ricavata da un prototipo del pittore Giovanni Battista Salvi (Roma, 1609-1685), detto il "Sassoferrato". 
cfr. A.A. V.V., ibid., p 94, n.2;
cfr. anche Giovanni Meriana, Santuari in Liguria, Le province di La Spezia e Genova, Genova, Ed. Sagep, 1987, p. 81-82.

[4] Su indicazione del pittore Giovanni Bevilaqua, la committenza - costituita dal Parroco (Giovanni Battista Cafferata) coadiuvato dalla Fabbriceria e da un Comitato -  prese contatti con Antonio Orazio Quinzio, cfr. A.A. V.V., ibid., p. 253.

[5] Lo Stura aveva predisposto la preparazione di alcuni bozzetti: i quattro Evangelisti da dipingere sulle pareti delle cappelle laterali maggiori; "La gloria di S. Bartolomeo" per la cupola e quattro figure allegoriche (Fede, Speranza, Carità e Religione) per i peducci. cfr. A.A. V.V., ibid., p. 248, p.253, n. 5.

[6] L'epidemia colpì gravemente anche la famiglia Quinzio. Nella fine del 1918 Antonio Orazio Quinzio perse il padre Giovanni di anni 86, i  fratelli più giovani Tullio Salvatore di anni 60 e Antonino Pietro (Peter), di anni 51.

[7] Il dipinto fu commissionato dal sacerdote Gian Battista Toso, parroco di Moneglia. cfr. A.A. V.V., ibid., p. 255.

[8] La cupola ha una pianta ellittica (perimetro m. 32). cfr. A.A. V.V., ibid., p. 254.