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domenica 5 marzo 2017

Gianluigi "Didi" Coppola in un'antologica a Chiavari


    A quasi due anni dalla scomparsa di Gianluigi "Didi Coppola" (Chiavari, 16/04/1928 - Genova, 24/08/2015), il Tigullio ha voluto rendergli omaggio con la mostra antologica. "A pennello". Essa è stata promossa - su iniziativa della famiglia - dalla Società Economica in collaborazione con il Comune di Chiavari. Patrocinata dalla fondazione Arnaldo e Alberto Mondadori con il contributo di Sergio Bonelli editore e di Latte Tigullio. L'esposizione è stata Inaugurata il 18 febbraio scorso e resterà aperta al pubblico fino al 19 marzo. 


G. Coppola, 2000, disegno acquarellato, cm. 50x35, Chiavari, "Il passeggio "
(Foto di E. Panzacchi)

    La rassegna delle sue opere - curata da Ferruccio Giromini, coadiuvato da Pablo Pagès e Bruno Ronco, per l'allestimento - è stata organizzata in due sedi espositive [1]. Nelle cinque sale del piano nobile di Palazzo Ravaschieri è rappresentato il suo percorso artistico. Dopo aver frequentato il liceo artistico "N. Barabino" di Genova, approda a Milano come fumettista. Successivamente si stabilisce a Londra, per svolgere attività nel settore dell'illustrazione editoriale. Alla fine degli anni '70 ritorna a Chiavari. Nelle tre sale del piano nobile di Palazzo Rocca sono esposte le opere collegate a eventi ("Carnevaleide" e "Balnearia") a luoghi  e a personaggi chiavaresi. 


G. Coppola, 1998, disegno acquarellato, Chiavari, "Gli insorti atterrano l'Albero della libertà" (1797).
(Foto di E. Panzacchi)

    Gianluigi Coppola è stato un artista eclettico (disegnatore, illustratore, grafico e pittore) che nella sua carriera figurativa, durata 65 anni, ha sempre ottenuto s
uccesso. Nel fumetto sono note le sue storie di Martin Mystère  e Dilan Dog per la casa editrice Bonelli; nell'illustrazione le copertine di classici, gialli e romanzi per varie case editrici (Corgi, Fontana, Collins, Pan, Granada, Mondadori, Cideb); nella pittura i ritratti di personaggi (alcuni in chiave caricaturale) e i dipinti di navi.  Nel 1988 è stato co-fondatore con Renzo Calegari ed Enrico Bertozzi, della Scuola Chiavarese del Fumetto.


G. Coppola, 1986, illustraz. per Chiavari è, Sagno Editore, cm. 48x35, "Albergo Ristorante Monte Rosa".
(Foto di E. Panzacchi)

       Nel catalogo - dopo l'analisi delle opere e del  percorso artistico -  F. Giromini   scrive: [2]
« Le ragioni del suo continuo successo professionale? La qualità pittorica e narrativa del suo disegno riesce ad essere assieme familiare e sorprendente. Il vigore e la naturalezza delle sue composizioni e delle sue atmosfere si lasciano intuire da ciascuno, e intanto solleticano il buon gusto degli occhi più acut». (...)
G. Coppola, 1981, Illustrazione per Piccole donne di Louisa May Alcott, A. Mondadori Editore.
(Foto di E. Panzacchi)

     

 Note:
                                                              

[1] F. Giromini, "A pennello" L'opera in immagini di Gianluigi "Didi" Coppola (1928-2015), catalogo,  Stampa.        B.V.P. Città di Castello, Perugia, 2017, 80 figg.,  pp. 96. 
[2] F. Giromini, id. , p. 13.




lunedì 31 agosto 2015

E' scomparso Gianluigi Coppola, disegnatore.


     Si è diffusa nei giorni scorsi la triste notizia della scomparsa di Gianluigi Coppola, noto anche con lo pseudonimo di "Didi" [1].

    Gianluigi Coppola (Chiavari, 16 aprile 1928 - Genova, 24 agosto 2015) era divenuto famoso negli anni '90 per i suoi disegni sulle testate di Dylan Dog e Martin Mystere, edite da Sergio Bonelli.

     Terminati gli studi al liceo N. Barabino di Genova, nel 1949  si trasferì a Milano. Iniziò a lavorare per "Goal", il giornale a fumetti della Gazzetta dello Sport. Successivamente realizzò "Nat del Santa Cruz" con Ferdinando Tacconi e "Sciuscià" con Franco Paludetti.

    Nel 1956 approdò in Inghilterra, dove permàse per oltre vent'anni, creando diversi personaggi, come Billy the Kid per il "Sun", Scoop Donovan, Battler Britton. Dagli anni '60 si dedicò anche all'illustrazione di libri per la Penguin Books; realizzò copertine di classici, gialli e romanzi per varie case editrici (Corgi, Fontana, Collins, Pan, Granada); collaborò come pubblicitario con "Sunday Times" , Young & Rubican e con molte riviste ("Forum", "Observer", "Psicology Today", ecc.).

     Nel 1979 rientrò in Italia e iniziò a lavorare per Mondadori, illustrando classici per ragazzi e copertine della collana "Oscar". Inoltre collaborò con i magazine "Playboy" e "Penthouse"
G. Coppola, La gioielleria L. Lucchetti, disegno ad acquerello, 1991 (a sinistra); La gioielleria L. Lucchetti, fotografia, 2015.
(Foto di E. Panzacchi).
   Nel dipinto ( riprodotto sopra a sinistra) G. Coppola ha raffigurato il gestore della gioielleria Giovanni Lucchetti (detto Luigi), seduto davanti alla sua vetrina "alla francese", allestita nel 1873 da Filippo Bancalari
    
    I discendenti  di L. Lucchetti - giunti alla quinta generazione - sono attualmente i continuatori dell'attività, presso il medesimo sito (foto sopra a destra) e nel recente allestimento, in via Martiri della Liberazione a Chiavari. Essi hanno scritto: 

"Questo dipinto dell'artista chiavarese GianLuigi Coppola, ritrae il primo Lucchetti a guida dell'azienda (Giovanni detto Luigi). Fu donato a Luigi Lucchetti dal figlio Giovanni, in occasione dei suoi 70 anni nel 1991. E' curioso l'accostamento degli abiti rigorosamente anni '30 con alcuni dettagli del negozio appartenenti ad un'epoca molto più recente. Su tutti la presenza dei loghi Longines e Baume & Mercier, portati a Chiavari rispettivamente negli anni '60 e negli anni '80. A discolpa dell'artista dobbiamo dire che l'ottimo lavoro svolto risulta temporalmente alterato a causa della quasi totale mancanza di fotografie d'epoca che ritraessero la gioielleria. Rimane di fatto un divertente "falso storico" a cui, per ragioni affettive, siamo molto legati."[2]

    Dal 1990 Gianluigi Coppola ritornò alla sua prima passione: disegnare fumetti. Egli ebbe l'opportunità di farlo per l'editore Sergio Bonelli. Ultimamente si dedicò  all'illustrazione per la  casa editrice "Cideb" e per "Il Giornalino".


  _________________________________                                                                              

  Note:

[1] cfr. S. Rolli, Addio a Didi Coppola, signore delle illustrazioni, in "Il Secolo XIX Levante, Genova, 25 agosto 2015.
E. M. Clementi, Morto Didi Coppola, il ricordo degli amici. "Addio ad un maestro", in "Il Secolo XIX Levante, 26 agosto, 2015.
[2] luigilucchetti.blogspot.it/2008/11/questo-dipinto-dellartista-chiavarese.html
                                                     


mercoledì 12 marzo 2014

Carlo Chendi, sceneggiatore umoristico del fumetto italiano


Venerdì alle ore 18:00, presso il «Gran Caffè Rapallo» dell’omonima città del Tigullio, Carlo Chendi parteciperà all’evento “Il maestro della nona arte”, curato dall’associazione culturale “Fons Gemina” [1].

Proprio a Rapallo negli anni Cinquanta del secolo scorso intorno a Luciano Bottaro (Rapallo 1931 – 2006) sorge la cosiddetta «Scuola di Rapallo», un gruppo molto unito di cartoonist. Carlo Chendi è tra primi ad unirsi a questo gruppo, insieme a Guido Scala e Franco Aloisi.


Nato ad Ostellato (Ferrara) nel 1933 - si è trasferito giovanissimo a Rapallo e qui ha iniziato la sua attività di cartoonist, fondando nel 1968 (con Luciano Bottaro e Giorgio Rebuffi) il gruppo “Bierreci”  e la rivista “Re di Picche”.
Rapallo, Locandina della M.I.C. 40a edizione, 2012.
 
Per la Disney Italia ha creato numerosi personaggi (Ok Quack, Umperio Bogarto, ecc.) e collaborato alla realizzazione delle “Grandi Parodie Disney”. Per la Mondatori ha collaborato a “Topolino”.
Dal 1972 Chendi cura, insieme con un gruppo di artisti di gran talento (Ugo Canonici, Sergio Badino, Luca Boschi, Enrico Macchiavello, Fabio Gianello, Davide Caci) la Mostra Internazionale dei Cartoonist, giunta lo scorso anno alla 41a edizione.

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[1] Tra le diverse classificazioni delle arti, quella del poeta Ricciotto Canuto - risalente al 1923 – pone che le arti siano sette, comprendendo - dopo le cosiddette arti figurative (architettura, pittura e scultura) - la musica, la poesia, la danza e il cinema. Nel 1964 il critico francese Claude Beylie  propone di ampliare questa classificazione aggiungendo la radio-televisione ed il fumetto. Da quel momento, si considera che la “nona arte” sia il fumetto.
Il termine fumetto deriva dai ‘balloon’, in altre parole le nuvolette in cui sono scritti i dialoghi  dei vari personaggi nella vignetta. E’ una “letteratura disegnata” diffusa in tutto il mondo con caratteristiche proprie in ogni luogo. Will Eisner, il fumettista americano che ha lavorato per le maggiori case editrici come la DC Comix, definisce il fumetto come “arte sequenziale”.

venerdì 17 maggio 2013

Aurelio Galleppini. Premio Biennale d'Arte - Città di Chiavari


     Si svolgerà domani 18 maggio alle ore 16, presso l'aula magna del liceo artistico statale "E. Luzzati" (ex Istituto d'Arte) la cerimonia di premiazione dell'ottava edizione Biennale d'Arte "Aurelio Galleppini".

    Il concorso  - promosso dall'associazione "Mosaico" in collaborazione con il liceo "E. Luzzati" - è articolato in quattro sezioni: Illustrazione e Grafica, Disegno e Pittura, Fotografia e Bozzetti Scenografici. La mostra delle opere premiate e segnalate dalla giuria, potrà essere visitata fino al 25 maggio.

      Aurelio Galleppini (Galep), Civitella Paganico, Casal di Pari (Gr.) 1917 - Chiavari 1994, fu disegnatore, pittore e fumettista. Dopo aver lavorato a Milano, Firenze e Cagliari come disegnatore di fumetti e illustratore di racconti e fiabe, nel 1948 fu convocato da Tea Bonelli della casa editrice L'Audace per disegnare due personaggi, "Occhio cupo" e "Tex Killer" (poi rinominato "Tex Willer").

    Aurelio Galleppini, insieme a Giovanni Luigi Bonelli (soggettista), fu il creatore grafico di Tex, divenendo il copertinista ufficiale (nn.1 - 400) fino alla sua scomparsa. 

Per approfondimenti: cfr. Graziano Romani [a cura di] L'arte di Galep. Aurelio Galleppini il creatore grafico di Tex, ed.Panini Comics, Modena, 2012, pp.127.


A. Galleppini, La Grande Minaccia, ed. Bonelli (copertina), n.276, 10/1983
Foto di E. Panzacchi