martedì 8 settembre 2026

I tondi bronzei del Museo Diocesano di Chiavari

                                                                                                                      

   Da oltre quattro decenni due tondi bronzei stanno nell'ambito del Museo Diocesano di Chiavari,  inosservati e tuttora inediti.  

  Il primo bassorilievo, di autore ignoto, é databile alla prima metà del secolo scorso e potrebbe essere ascritto ad uno dei maggiori scultori locali del periodo suddetto (1). Esso é attualmente collocato all'interno del Palazzo Vescovile (piano mezzanino), sulla parete di fondo, nell'atrio del museo.   

Ignoto scultore locale, Madonna con il Bambino, atrio, ingresso del museo, prima meta XX secolo


   Il secondo bassorilievo, invece, è dello scultore chiavarese Pietro Solari, (Chiavari 1910 - Lavagna 1992). Esso è stato murato nel 1983 - in occasione dell' Anno Santo - sul lato destro della Cattedrale, davanti all'ingresso del corridoio. La sua collocazione risale all'anno precedente l'inaugurazione del museo. A seguito del suo ampliamento, dal 1999 all'interno del corridoio della Cattedrale sono esposti, in una sorta di galleria, una parte dei dipinti e degli ex-voto in argento (2). 




Pietro Solari, Madonna dell'Orto, Cattedrale, muro esterno lato destro, ingresso corridoio, 1983


Note:
                                                                    

(1) Gli scultori locali più attivi a Chiavari nella prima metà del secolo scorso furono L. Brizzolara, F. Falcone, R. Castagnino . cfr. AA VV Cento Anni di Scultura a Chiavari fra '800 e '900, Genova, ed. Sagep,1993, pp. 223. 
(2) G. Algeri - A Giosso Piccola guida al Museo Diocesano di Chiavari Percorsi di fede e arte, Chiavari, ed. Internos, 2017, p. 3,6.



giovedì 8 gennaio 2026

Opere inedite alla mostra sui Quinzio di Palazzo Rosso a Genova

    L'analisi dei disegni e dei bozzetti per la mostra allestita a Genova a Palazzo Rosso (25 settembre - 14 dicembre 2025) - a cura di Martina Panizzutt e Margherita Priarone - sui Quinzio ha rivelato alcune opere inedite, tra cui degli affreschi, realizzati per la chiesa parrocchiale di S. Michele Arcangelo a Soglio (1), di S. Ambrogio V.Orero e di S. Nicolò di Bari a Coreglia Ligure, nell'entroterra del Tigullio di Levante (2). 

  Se le ricerche di documentazione storica, confermeranno l'autenticità e la datazione di queste opere, si tratta di una scoperta artistica rilevante per la conoscenza e la valorizzazione della bottega dei Quinzio, esponenti della pittura ligure e non solo dell'Ottocento.

Giovanni Quinzio, S. Michele, catino absidale, affresco, chiesa di Soglio, 1881

Giovanni Quinzio, S.Ambrogio, catino absidale, affresco, chiesa di Varazze (Sv.)

                                      
                                
Tullio Salvatore Quinzio, S.Ambrogio, catino absidale,  affresco, chiesa di Orero (Ge.)



Tullio Salvatore Quinzio, Figura di abate, Genova, Galleria di Palazzo Rosso,
acquerello, cm. 55,5 x 29,5, inv. 6218) 
 

   Questo disegno ad acquerello su cartoncino di Tullio Salvatore Quinzio, è riconducibile ad un bozzetto per l'affresco nel catino absidale della chiesa di Orero (Prov. di Genova). Si rileva che Giovanni Quinzio è autore di un'opera di affresco del medesimo soggetto iconografico nel catino della Collegiata di S. Ambrogio a Varazze (Prov. di Savona) (3).  
   Nella chiesa di Orero Tullio Salvatore Quinzio ha raffigurato il Vescovo - al centro della scena - nel gesto di impedire all'imperatore Teodosio I,  l'ingresso alla basilica, a seguito della scomunica (390 d.C.) per il massacro di Tessalonica (4).   


       Tullio Salvatore Quinzio (?), Ascesa al cielo di S.Nicolo', affresco, volta,
        prima cappella, navata laterale sinistra, chiesa di Coreglia Ligure, 1892

    Giovanni Quinzio è intervenuto anche nella chiesa di Coreglia Ligure, realizzando l'affresco raffigurante il "Transito di S. Giuseppe" e il figlio Tullio Salvatore Quinzio "L'ascesa al cielo di S. Nicolò".


   Giovanni Quinzio, Il transito di S.Giuseppe, affresco, volta, ultima cappella, 
navata laterale destra, chiesa di Coreglia Ligure.





Note:

                                                               

 
(1) Stefano Soracco, Memorie di Soglio, in I quaderni di Ivo, n. 7, settembre 2021, pp. 44, 51.
(3) https://www.artericerca.com  (Artisti dell'Ottocento, Quinzio Giovanni).
(4) Lo scrivente ha catalogato il disegno nella propria tesi di laurea (inedita) dedicata a Tullio Quinzio, pittore (A. A.         1976/77, relatore C. Maltese. Op. cit. p. 209, foto R. Gasparini, n. 94.









giovedì 12 settembre 2024

La statua della Madonna del Carmine di Antonio Brilla nella chiesa di Maxena

 

   La chiesa di S. Martino di Maxena è raggiungibile da Sampierdicanne - quartiere del comune di Chiavari (Ge.) - immettendosi sulla strada per Maxena-Sanguineto-Campodonico e proseguendo sulla diramazione a destra, nel tratto (via F. Gandolfi, pittore) fino alla chiesa. Vi si può arrivare anche da Sampierdicanne, salendo per una scalinata in mezzo ai terrazzamenti tra le case sparse e gli alberi di ulivo secolari; oppure dalla strada per S.Terenziano, percorrendo il sentiero di mattoni che passa in un bosco misto, dove fino a qualche decennio fa predominavano gli alberi di pino. 

   Dal piazzale antistante la chiesa (mt. 160 s.l.m.) si apre la veduta sulla città di Chiavari e sul Tigullio di Levante, mentre dal lato opposto, la panoramica della collina di Leivi, oltre cui si scorgono i crinali montuosi del Ramaceto, del Penna e dello Zatta (1).

Chiavari, la collina di Maxena e la chiesa

  La data di fondazione della chiesa è incerta, ma verosimilmente essa risale al periodo compreso tra il X e XI secolo. Nel 1582 Mons. Bossio descrive l'edificio a navata unica, privo di fonte battesimale, con un piccolo altare maggiore e due altari minori, “altaria Sanctae Mariae et societas corporis Christi” (2).

  Nel XVII secolo in alcune chiese del Tigullio è introdotto il culto alla Madonna del CarmineA Maxena è intitolato l'altare minore a destra, presso cui, è istituita una cappellania e un patronato dal rettore Giovanni Battista Cristoforo di Sanguineto (3).

  Il 5 luglio 1721 è concessa ed istituita da Fr. C. Cornaccioli - Generale Provinciale di Genova dell'Ordine Carmelitano - la "Confraternita di N. S. del Carmine".

   Il gruppo processionale ligneo della “Madonna e Simone Stock” di Antonio Brilla (Savona, 1813 -1891) è collocato nella nicchia sopra l'ultimo altare a sinistra. Esso è stato realizzato nel 1890 ed è una delle ultime opere  dello scultore savonese (4).

Antonio Brilla, La Madonna del Carmine, legno di tiglio, scolpito e dipinto, 1890.

   Il gruppo statuario è costituito da due blocchi lignei separati - la Madonna del Carmine e Simone Stock e altri  piccoli blocchi, raffiguranti gli angeli. L'iconografia della Madonna con il Bambino in braccio che porge con l'altra mano lo scapolare si riferisce all'apparizione al del 16 luglio 1251 a S. Stock  (Aylesford 1165 - Bordeaux 1265).                                                                   
Il contratto d'opera, Maxena, 1 febbraio, 1889, archivio parrocchiale (Segreteria zona pastorale)

                                                    

Note:    

(1) cfr. Creuse di Chiavari (a cura di L. Bocca, S. Chiesa, F. Paganini), Carta dei percorsi pedonali e dei sentieri del comprensorio cittadino destinati a escursionisti, sportivi e famiglie, ed. 2021. I sentieri menzionati sono indicati e descritti nell'itinerario n.6 Cammino per Montallegro (fino all'Anchetta) e n.12 Passo dei mattoni.

(2) Cfr. F. Bossio, Liber visitatorium et decretorum illustrissimi et reverendissimi di Francisii visitatoris Apostolici Civitatis et Diocesis Genuae, anni 1582, riportato da P. Gennaro, Storia della chiesa di S.Martino in Maxena, 2019, pp. 10-11 (inedito).

(3)I Carmelitani Scalzi del monastero di S.Anna di Genova reggono il Santuario di N.S. dell'Orto a Chiavari, la chiesa di N. S. del Carmine a Lavagna e la parrocchia di S.M. Assunta a Nozarego (S.Margherita Ligure).

(4) cfr. N. Corvo, S. Vaccarezza, C. Zignaigo, La chiesa parrocchiale di S. Martino in Maxena, in "In cammino", Giornale delle comunità parrocchiali della zona pastorale, anno XXIII, n. 94 sett./ott. nov. 2024, pp.20-22. 







sabato 11 novembre 2023

L' architettura delle chiese del contemporaneo nel Tigullio


  Nei dibattiti sulle chiese del contemporaneo il giudizio critico si pone  in modo dialettico: da una parte i seguaci dello International Style e del Modernismo, dall'altra i tradizionalisti. I primi affermano l'importanza dello spazio, della forma e della funzione, i secondi dell'ornato e degli stili architettonici del passato [1].

     I modelli più iconici di riferimento nella seconda metà del secolo scorso, furono la Cappella di Notre Dame du Haut a Ronchamp (1950-1955) di Le Courbusier, in Francia; la Chiesa di S. Giovanni Battista - denominata anche la Chiesa dell'Autostrada del Sole - alle porte di Firenze (1960-1964) di G. Michelucci e, verso la fine degli anni Ottanta  la Chiesa del Divino Amore (1987-1999) nella campagna romana, su progetto di L. Leoni con Padre C. Ruggeri, in Italia [2] .

  Sono  numerosi gli esempi di chiese ultramoderne, e/o, postmoderne, costruite negli ultimi decenni in Italia. Basti ricordare la Chiesa di Dio Padre Misericordioso (1998-2003) - denominata anche la Chiesa delle tre vele - eretta nel quartiere alessandrino di Roma, su progetto di R. Meier;  la Chiesa del Santo Volto di Gesù in via alla Magliana nel quartiere Portuense (2003-2006), di P. Sartogo e N. Grenon, ancora a Roma; per non tralasciare la Chiesa di San Paolo Apostolo, (2001-2009) a Foligno, progettata da M. Fuksas e D. Mandrelli Fuksas; e la Chiesa-Santuario di San Pio da Pietrelcina (1994-2004) a San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia, progettata da Renzo Piano.[3]
  
   Nel 2014, nella sezione dedicata all'architettura della Biennale di Venezia, è stata menzionata (M. Sammicheli) la Chiesa di Santa Maria Regina del Creato a Barbagelata (1967-1972) di Lorsica, progettata da P. Gaviglio, C. Lacca, L. Leoni, con Padre  C. Ruggeri, edificata nell'entroterra del Tigullio. 

  Alla Biennale di Architettura di Venezia (2018), la Santa Sede - nel suo padiglione Vatican Chapel, ha presentato dieci cappelle contemporanee, progettate da architetti di respiro internazionale, sul tema della mostra Free Space.
  
  Sul territorio della diocesi di Chiavari, in provincia di Genova (Liguria), le chiese per il culto religioso cattolico di rito romano, costruite nella seconda metà del secolo scorso fino ad oggi, sono:

Chiesa di S.Giuseppe di Piani di Ri, nel Comune di Chiavari 
Inizio costruzione: 1958
Completamento: 1960
Progetto: E. Mazzino e V. Esposti

Chiesa di S. Giuseppe di Piani di Ri (Chiavari)


Chiesa di Sant' Antonio, nel comune di Sestri Levante 
Inizio costruzione: 1965
Completamento: 1968
Progetto:  F. Ceschi
Programma iconografico: all'interno, dietro l'altare è  collocata l'opera scultorea di L. Lustig, rappresentante "Il roveto ardente".

Chiesa di S. Antonio, Comune di Sestri Levante



Chiesa di Santa Maria Regina del Creato di Barbagelata nel comune di Lorsica
Inizio costruzione: 1967
Completamento: 1972
Progetto: L. Leoni, C. Lacca, P. Gaviglio con Padre C. Ruggeri.
Programma iconografico:  alcuni arredi liturgici, compreso l'altare, sono stati ricavati da tronchi di albero di legni locali. Le vetrate policrome sono opera di Padre C. Ruggeri

Chiesa di S.M. Regina del Creato di Barbagelata (Lorsica)


Chiesa di S. Paolo in Pila, nel comune di Sestri Levante 
Inizio costruzione: 1967
Completamento: 1970
Progetto: G. Campodonico
Programma iconografico:  l'interno evoca l'ambiente semplice e funzionale degli stabilimenti sestresi; la superficie del pavimento a gradoni, in fondo alla quale, leggermente rialzato, si estende il presbiterio; sul lato sinistro verso l'altare "còram pòpulo", il Crocifisso.

Chiesa di S. Paolo in Pila, (Sestri Levante)


Chiesa di Santa Maria Madre della Chiesa, nel Comune di Lavagna
Inizio costruzione: 1972
Completamento:1974
Progetto: G. Campodonico, V. Simonetti, G. Santi
Programma iconografico; all'interno è collocata una statua lignea policroma della fine del XVIII secolo, rappresentante la Madonna.  Sull'altare il Crocifisso in legno di noce e, sulle pareti dell'aula, le formelle in ardesia della "Via Crucis", dello scultore F. Dallorso:  

Chiesa di Santa Maria Madre della Chiesa, (Comune di Lavagna)


Chiesa di Gesù Risorto in Cavi Arenelle,  nel Comune di Lavagna
Inizio costruzione: 1984
Completamento:2000 
Progetto: C. Lacca, P. Gaviglio   
Programma iconografico: all'interno le vetrate policrome sono opera di Padre C. Ruggeri; la vasca battesimale di B. Pietrogrande; dello stesso scultore l'altorilievo in marmo di Carrara, raffigurante "Maria Madre e Regina".

Chiesa di Gesù Risorto in Cavi Arenelle (Comune di Lavagna)


Chiesa di Sampierdicanne, nel Comune di Chiavari 
Inizio costruzione: 1994
Completamento: 1999
Progetto: C. Montagni, sull'idea di un primo progetto a firma di E. Mazzino e C. Montagni. 
Programma iconografico: la nuova struttura a forma triconca si integra perpendicolarmente nella chiesa antica. Le linee architettoniche sono in connubio con le  trentacinque vetrate istoriate. I cartoni preparatori sono opera di G. Job. Essi rappresentano i temi della "Crocifissione" ,"Resurrezione", "Pentecoste" (nell'abside); gli "Atti di Misericordia", le "Beatitudini", e i "Sacramenti o Segni" (nel transetto e lungo le pareti della navata).  

Chiesa di San Pier di Canne (Comune di Chiavari)


Chiesa di Nostra Signora della Speranza in Francolano, nel Comune di Casarza Ligure 
Inizio costruzione: 1990
Completamento: 2001
Progetto: C.Lacca, P. Gaviglio
Programma iconografico; all'interno, i dipinti murali di R. Altman, raffiguranti "Il battesimo di Gesù nel Giordano" e la "Via Crucis".

Chiesa di N.S. della Speranza in Francolano (Casarza Ligure)


Chiesa di S.Anna, nel Comune di Rapallo
Inizio costruzione:1980
Completamento:2016
Progetto:  C. Lacca, P. Gaviglio; Direzione dei lavori: L. Maggi con A. Rotta, nella fase di completamento.
Programma iconografico; all'interno le opere scultoree in acciaio di B. Berzenyi, rappresentanti "Cristo crocefisso" e "Cristo Risorto"; all'esterno, in marmo di Carrara, la scultura di L. Lustig, raffigurante "L'abbraccio fra Anna e Maria"

Chiesa di S. Anna (Comune di Rapallo)



Note:

[1] Il giudizio estetico sulle chiese del contemporaneo viene spesso ridotto alle espressioni del "Brutalismo". Angelo Crespi nel suo libro, dedicato alle chiese e ai musei contemporanei, scrive: "Edifici distanti dalle forme della tradizione, privi di qualsiasi idea della trascendenza, che possono essere ben confusi con costruzioni di altro tipo, capannoni industriali, ospedali, discoteche, autorimesse, piscine". (cfr. A. Crespi, Costruito da dio, Perchè le chiese contemporanee sono brutte e i musei sono diventati le nuove cattedrali, Milano, ed,Johan&Levi, 2017, p. 21; cfr. anche M.V. Mosconi, Italia Brutalista: otto architetture in cemento armato da non perdere, in Elle Decor, Milano, 28/11/2023
In qualche caso il giudizio é oggettivo, come quello di Giuliana Algeri che, a proposito della Chiesa di S. Anna a Rapallo, scrive: "Ma l’impianto è anche nuovo in quanto abbandona ogni legame con gli “stili storici" che hanno caratterizzato per secoli la conformazione della struttura e degli spazi destinati al culto: possibilità offerta dall’introduzione e dall’uso di materiali, quali il cemento armato, che consentono una libertà di forme impensabile con i materiali tradizionali". (cfr. G. Algeri, L'architettura del cielo: la chiesa dentro la città. La nuova chiesa di Sant'Anna a Rapallo come centro della città moderna e come luogo di memoria dell'antica chiesa di quartiere, in Chiesa oggi, architettura e comunicazione, Milano, ed. Di Baio, 2019, n. 112, pp. 46-47-48)


[2] In parentesi l'anno di inizio costruzione e di completamento.

[3] cfr.Laura Arrighi, Tra sacro e profano: la religione si mette in gioco per ridefinire i luoghi di culto, in Elle Decor, Milano, 06-07-2018; cfr. anche Giancarlo Santi, Le architetture sacre del Novecento in Italia. Una selezione degli edifici di culto. Milano, ed. Vita e Pensiero, 2021, pp. 228; cfr. Mario Botta, Il cielo in terra, Un secolo di chiese e cappelle nell'architettura moderna e contemporanea, ed. Libri Scheiwiller, 2023.



 





venerdì 2 dicembre 2022

La nuova diocesi di Chiavari nell'affresco di Raffaello Resio, pittore.

 

    A 130 anni dall'istituzione della diocesi di Chiavari - avvenuta il 3 dicembre 1892 -  il dipinto a fresco di Resio Raffaello è un segno impreteribile. Il pittore ha rappresentato il momento più solenne e ufficiale dell'evento storico-religioso: Papa Leone XIII consegna alla città di Chiavari, la bolla Romani Pontifices.

   In alto, al centro, un gruppo di angeli che sorreggono l'immagine di N.S. dell'Orto; a sinistra la chiesa-santuario elevata a cattedrale, la nuova facciata del pronao e,  di fianco, il palazzo vescovile. Sullo sfondo il golfo del Tigullio-Levante e la penisola di Sestri. 

   Resio Raffaello (Genova, 1854 - Savona, 1927). Formatosi all'Accademia Ligustica, si perfezionò a Firenze e a Roma , grazie alla borsa di studio Duchessa di Galliera. Nel 1886 fu nominato accademico di merito della stessa Ligustica, classe di pittura. Soprannominato il "pittore degli angeli", lavorò a Genova, a Firenze e a Roma. Fu pittore e decoratore di temi sacri, storici e di genere. [1]

   Nel Tigullio Resio eseguì opere di affresco nella chiesa di S. Maria del Campo a Rapallo e nella chiesa di S. Lorenzo della Costa a S.Margherita Ligure. 

Resio Raffaello, Papa Leone XIII consegna la Bolla di istituzione della diocesi di Chiavari,
 affresco, Palazzo Episcopale, piano 2, soffitto del salone di rappresentanza.

   Questo dipinto è stato pubblicato nel libro, presentato al pubblico  presso la Chiesa Cattedrale di N.S. dell'Orto, il 27 novembre scorso. Nella narrazione della visita alla Chiesa Cattedrale di un gruppo di studenti - guidati da don Andrea Buffoli (direttore dell'Ufficio Liturgico), a cui si è unito  Giampio Devasini (Vescovo di Chiavari) - anche dei rimandi storici, artistici, religiosi e statistici relativi alla diocesi. [2]

Chiesa di N.S. dell'Orto, Cattedrale di Chiavari, interno, 27/11/2022, durante la presentazione del libro.

   Nel Museo Diocesano è stata allestita una vetrina  dedicata ad oggetti ed arredi riferiti alla diocesi di Chiavari.[3] In particolare: la Bolla di fondazione della diocesi, il pastorale di Mons. Fortunato Vinelli, (primo Vescovo di Chiavari), il calice appartenente alla parrocchia di S. Giacomo di Rupinaro, usato da Papa S. Giovanni Paolo II durante la sua visita pastorale alla diocesi (1998) e varie medaglie commemorative.


Note:                                                          

[1] cfr. Dizionario degli artisti liguri, (a cura di G. Beringheli), Ed. De Ferrari, Genova, 2012, p.320-321; cfr. anche Silvia Bottaro, Raffaello Resio (1854 - 1927) Scenari d'arte. Ed. Darsena. Savona, 2012.

[2] cfr. F. Baratta P. Pezzi, Chiesa di Chiavari da 130 anni diocesi (1892 - 2022), Ed. Geko, Avegno (GE.), 2022, pp. 10-12-13-91-94-97,101,132.

[3] Nel 1892 la parte orientale dell'Archidiocesi di Genova venne smembrata per costituire la Diocesi di Chiavari. Essa era formata da 133 parrocchie divise in 23 vicariati foranei, comprendendo le località di Portovenere, Carro, Maissana, Framura e Varese Ligure. Sestri Levante e Nascio restarono sotto la Diocesi di Brugnato fino al 1959. Successivamente furono annesse alla diocesi di Chiavari. Borzonasca rimase fino al 1989 sotto la Diocesi di Bobbio. Dopo fu annessa alla diocesi di Chiavari.


 Attualmente la Diocesi di Chiavari, suffraganea dell'arcidiocesi di Genova, appartiene alla regione ecclesiastica Liguria.  Si estende sul territorio in un'area di 559 Kmq, da Portofino a Moneglia  sulla fascia costiera del Tigullio e, nell'entroterra, fino ai comuni di Lumarzo, Neirone, Favale di Malvaro, Lorsica, Borzonasca, Mezzanego, Ne, Casarza Ligure e Castiglione Chiavarese, comprendendo 140 parrocchie divise in 5 vicariati.

 Essa contava (2021) 137430  persone battezzate, su 142600 abitanti (96,4%). Oggi i presbiteri sono 132, i diaconi 7.




martedì 21 dicembre 2021

Il futuro dei Musei nel Tigullio

 

   Nell'attuale momento storico caratterizzato da tante incognite sul ritorno alla normalità, l'obbligo della Certificazione verde COVID 19 (Green Pass e Super Green Pass), anche per i luoghi della cultura e del turismo, mette in discussione il ruolo istituzionale e la gestione dei musei italiani [1].

   La chiusura dei Musei nel 2020, durante il periodo del lock down e le successive limitazioni imposte dai vari decreti ministeriali e governativi hanno causato un generale calo dei visitatori. Se i dati relativi all'anno in corso confermassero tale tendenza, si imporrebbe agli addetti del settore e, di rimando ai decisori politici, una riflessione seria e una domanda sul futuro.

   A fronte di questa situazione, non si capisce il motivo per cui un passaporto - creato per consentire la libera circolazione di persone fra i paesi diversi dell'UE - sia stato adottato per interdire il diritto al lavoro (Super Green Pass) e limitare il libero accesso alla fruizione di alcuni beni, nella fattispecie i beni culturali e del paesaggio [2].

  Inoltre è inaccettabile la discriminazione tra un museo e un esercizio commerciale, oppure un luogo di culto.

   Quali sono le evidenze scientifiche, in base alle quali il rischio di contagio al Covid19 - Sars2 e/o alle successive varianti Delta, Omicron ecc., è più elevato visitando un museo, che facendo shopping in un supermercato, entrando in un  istituto di credito o partecipando al chiuso ad un rito religioso? Quali correlazioni statistiche inferenziali sono state provate? Quale nesso logico o di altro tipo esiste con l'obbligo vaccinale?

    I musei nel territorio del Tigullio sono 27, distinti in: 5 case museo, 4 musei d'arte, 5 musei di storia e archeologia, 2 musei delle imprese, 2 musei del mare, 7 musei della società e 2 eco-musei del territorio [3].


Chiavari, Museo Diocesano

   

     E' un patrimonio storico e artistico che - insieme ai luoghi e agli ambienti di provenienza - la politica, le istituzioni e i privati dovranno continuare a valorizzare [4]

    Christian Greco - direttore del Museo Egizio di Torino ed esponente di spicco del settore museale italiano – richiamandosi ai principi fondamentali della Costituzione, ha recentemente affermato che i “musei sono la casa di tutti”.

Chiavari, Galleria Civica di Palazzo Rocca


«Nel futuro dei musei – ha continuato - non potrà mai mancare la ricerca  Molto spesso si è sottovalutato questo aspetto. Senza di esso un museo si riduce a sommatoria degli oggetti contenuti. Per farli vivere è necessaria la ricerca. Questi luoghi devono diventare osmotici con le università».


Aggiornamenti:

01/04/2022 Comunicato



Note: 
                                                                            

[1] Nel 2018 l'Italia vanta 4908 tra musei, aree archeologiche, monumenti e ecomusei aperti al pubblico. E' un patrimonio diffuso su tutto il territorio. In un Comune su tre (2311) è presente una struttura a carattere museale.
[2] cfr. AA.VV. Musei di Liguria Un viaggio nel patrimonio museale, (a cura di Monica Bruzzone),  Genova, Ed. Sagep, 2011, pp.132.
[3] cfr. Musei di Liguria, a cura di Monica Bruzzone, ed. Sagep, Genova, 2011, pp. 132.
[4] cfr Costituzione della Repubblica Italiana. Art. 3, comma 2 "E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese".
Art. 9 " La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione".