Visualizzazione post con etichetta Architettura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Architettura. Mostra tutti i post

sabato 11 novembre 2023

L' architettura delle chiese del contemporaneo nel Tigullio


  Nei dibattiti sulle chiese del contemporaneo il giudizio critico si pone  in modo dialettico: da una parte i seguaci dello International Style e del Modernismo, dall'altra i tradizionalisti. I primi affermano l'importanza dello spazio, della forma e della funzione, i secondi dell'ornato e degli stili architettonici del passato [1].

     I modelli più iconici di riferimento nella seconda metà del secolo scorso, furono la Cappella di Notre Dame du Haut a Ronchamp (1950-1955) di Le Courbusier, in Francia; la Chiesa di S. Giovanni Battista - denominata anche la Chiesa dell'Autostrada del Sole - alle porte di Firenze (1960-1964) di G. Michelucci e, verso la fine degli anni Ottanta  la Chiesa del Divino Amore (1987-1999) nella campagna romana, su progetto di L. Leoni con Padre C. Ruggeri, in Italia [2] .

  Sono  numerosi gli esempi di chiese ultramoderne, e/o, postmoderne, costruite negli ultimi decenni in Italia. Basti ricordare la Chiesa di Dio Padre Misericordioso (1998-2003) - denominata anche la Chiesa delle tre vele - eretta nel quartiere alessandrino di Roma, su progetto di R. Meier;  la Chiesa del Santo Volto di Gesù in via alla Magliana nel quartiere Portuense (2003-2006), di P. Sartogo e N. Grenon, ancora a Roma; per non tralasciare la Chiesa di San Paolo Apostolo, (2001-2009) a Foligno, progettata da M. Fuksas e D. Mandrelli Fuksas; e la Chiesa-Santuario di San Pio da Pietrelcina (1994-2004) a San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia, progettata da Renzo Piano.[3]
  
   Nel 2014, nella sezione dedicata all'architettura della Biennale di Venezia, è stata menzionata (M. Sammicheli) la Chiesa di Santa Maria Regina del Creato a Barbagelata (1967-1972) di Lorsica, progettata da P. Gaviglio, C. Lacca, L. Leoni, con Padre  C. Ruggeri, edificata nell'entroterra del Tigullio. 

  Alla Biennale di Architettura di Venezia (2018), la Santa Sede - nel suo padiglione Vatican Chapel, ha presentato dieci cappelle contemporanee, progettate da architetti di respiro internazionale, sul tema della mostra Free Space.
  
  Sul territorio della diocesi di Chiavari, in provincia di Genova (Liguria), le chiese per il culto religioso cattolico di rito romano, costruite nella seconda metà del secolo scorso fino ad oggi, sono:

Chiesa di S.Giuseppe di Piani di Ri, nel Comune di Chiavari 
Inizio costruzione: 1958
Completamento: 1960
Progetto: E. Mazzino e V. Esposti

Chiesa di S. Giuseppe di Piani di Ri (Chiavari)


Chiesa di Sant' Antonio, nel comune di Sestri Levante 
Inizio costruzione: 1965
Completamento: 1968
Progetto:  F. Ceschi
Programma iconografico: all'interno, dietro l'altare è  collocata l'opera scultorea di L. Lustig, rappresentante "Il roveto ardente".

Chiesa di S. Antonio, Comune di Sestri Levante



Chiesa di Santa Maria Regina del Creato di Barbagelata nel comune di Lorsica
Inizio costruzione: 1967
Completamento: 1972
Progetto: L. Leoni, C. Lacca, P. Gaviglio con Padre C. Ruggeri.
Programma iconografico:  alcuni arredi liturgici, compreso l'altare, sono stati ricavati da tronchi di albero di legni locali. Le vetrate policrome sono opera di Padre C. Ruggeri

Chiesa di S.M. Regina del Creato di Barbagelata (Lorsica)


Chiesa di S. Paolo in Pila, nel comune di Sestri Levante 
Inizio costruzione: 1967
Completamento: 1970
Progetto: G. Campodonico
Programma iconografico:  l'interno evoca l'ambiente semplice e funzionale degli stabilimenti sestresi; la superficie del pavimento a gradoni, in fondo alla quale, leggermente rialzato, si estende il presbiterio; sul lato sinistro verso l'altare "còram pòpulo", il Crocifisso.

Chiesa di S. Paolo in Pila, (Sestri Levante)


Chiesa di Santa Maria Madre della Chiesa, nel Comune di Lavagna
Inizio costruzione: 1972
Completamento:1974
Progetto: G. Campodonico, V. Simonetti, G. Santi
Programma iconografico; all'interno è collocata una statua lignea policroma della fine del XVIII secolo, rappresentante la Madonna.  Sull'altare il Crocifisso in legno di noce e, sulle pareti dell'aula, le formelle in ardesia della "Via Crucis", dello scultore F. Dallorso:  

Chiesa di Santa Maria Madre della Chiesa, (Comune di Lavagna)


Chiesa di Gesù Risorto in Cavi Arenelle,  nel Comune di Lavagna
Inizio costruzione: 1984
Completamento:2000 
Progetto: C. Lacca, P. Gaviglio   
Programma iconografico: all'interno le vetrate policrome sono opera di Padre C. Ruggeri; la vasca battesimale di B. Pietrogrande; dello stesso scultore l'altorilievo in marmo di Carrara, raffigurante "Maria Madre e Regina".

Chiesa di Gesù Risorto in Cavi Arenelle (Comune di Lavagna)


Chiesa di Sampierdicanne, nel Comune di Chiavari 
Inizio costruzione: 1994
Completamento: 1999
Progetto: C. Montagni, sull'idea di un primo progetto a firma di E. Mazzino e C. Montagni. 
Programma iconografico: la nuova struttura a forma triconca si integra perpendicolarmente nella chiesa antica. Le linee architettoniche sono in connubio con le  trentacinque vetrate istoriate. I cartoni preparatori sono opera di G. Job. Essi rappresentano i temi della "Crocifissione" ,"Resurrezione", "Pentecoste" (nell'abside); gli "Atti di Misericordia", le "Beatitudini", e i "Sacramenti o Segni" (nel transetto e lungo le pareti della navata).  

Chiesa di San Pier di Canne (Comune di Chiavari)


Chiesa di Nostra Signora della Speranza in Francolano, nel Comune di Casarza Ligure 
Inizio costruzione: 1990
Completamento: 2001
Progetto: C.Lacca, P. Gaviglio
Programma iconografico; all'interno, i dipinti murali di R. Altman, raffiguranti "Il battesimo di Gesù nel Giordano" e la "Via Crucis".

Chiesa di N.S. della Speranza in Francolano (Casarza Ligure)


Chiesa di S.Anna, nel Comune di Rapallo
Inizio costruzione:1980
Completamento:2016
Progetto:  C. Lacca, P. Gaviglio; Direzione dei lavori: L. Maggi con A. Rotta, nella fase di completamento.
Programma iconografico; all'interno le opere scultoree in acciaio di B. Berzenyi, rappresentanti "Cristo crocefisso" e "Cristo Risorto"; all'esterno, in marmo di Carrara, la scultura di L. Lustig, raffigurante "L'abbraccio fra Anna e Maria"

Chiesa di S. Anna (Comune di Rapallo)



Note:

[1] Il giudizio estetico sulle chiese del contemporaneo viene spesso ridotto alle espressioni del "Brutalismo". Angelo Crespi nel suo libro, dedicato alle chiese e ai musei contemporanei, scrive: "Edifici distanti dalle forme della tradizione, privi di qualsiasi idea della trascendenza, che possono essere ben confusi con costruzioni di altro tipo, capannoni industriali, ospedali, discoteche, autorimesse, piscine". (cfr. A. Crespi, Costruito da dio, Perchè le chiese contemporanee sono brutte e i musei sono diventati le nuove cattedrali, Milano, ed,Johan&Levi, 2017, p. 21; cfr. anche M.V. Mosconi, Italia Brutalista: otto architetture in cemento armato da non perdere, in Elle Decor, Milano, 28/11/2023
In qualche caso il giudizio é oggettivo, come quello di Giuliana Algeri che, a proposito della Chiesa di S. Anna a Rapallo, scrive: "Ma l’impianto è anche nuovo in quanto abbandona ogni legame con gli “stili storici" che hanno caratterizzato per secoli la conformazione della struttura e degli spazi destinati al culto: possibilità offerta dall’introduzione e dall’uso di materiali, quali il cemento armato, che consentono una libertà di forme impensabile con i materiali tradizionali". (cfr. G. Algeri, L'architettura del cielo: la chiesa dentro la città. La nuova chiesa di Sant'Anna a Rapallo come centro della città moderna e come luogo di memoria dell'antica chiesa di quartiere, in Chiesa oggi, architettura e comunicazione, Milano, ed. Di Baio, 2019, n. 112, pp. 46-47-48)


[2] In parentesi l'anno di inizio costruzione e di completamento.

[3] cfr.Laura Arrighi, Tra sacro e profano: la religione si mette in gioco per ridefinire i luoghi di culto, in Elle Decor, Milano, 06-07-2018; cfr. anche Giancarlo Santi, Le architetture sacre del Novecento in Italia. Una selezione degli edifici di culto. Milano, ed. Vita e Pensiero, 2021, pp. 228; cfr. Mario Botta, Il cielo in terra, Un secolo di chiese e cappelle nell'architettura moderna e contemporanea, ed. Libri Scheiwiller, 2023.



 





domenica 1 luglio 2018

L'architettura futurista nel Tigullio



   E' stato organizzato nell'ambito della quinta edizione del Festival della Parola 2018 di Chiavari - presso la sala Ghio Schiffini della Società Economica - l'evento  “Futur-Chiavari “piazza d’arte” – dalla Cappella-Bar alla Colonia Fara”. Sono Intervenuti l’esperto Luigi Frugone, lo storico Giorgio Getto Viarengo e il miscelatore futurista Fulvio Piccinino


L. Frugone (al centro), G. G.Viarengo (a sinistra) e F. Piccinino (a destra).

   Il movimento futurista si diffuse nelle regioni e province italiane  attraverso una struttura organizzativa coordinata da Filippo Tommaso Marinetti e dai suoi seguaci [1]. Nel Tigullio la reviviscenza futurista influenzò la produzione architettonica di Alberto Sartoris, Camillo Nardi Greco, Luigi Vietti ed Enrico Del Debbio [2]. 

   Alberto Sartoris (Torino, 02/02/1901 - Pompaples, 08/03/1998) conobbe Marinetti all'Esposition international d'art moderne (Ginevra, 26/12/1920 - 25/01/1921). Il giovane architetto svizzero mostrò a Marinetti alcuni suoi disegni, tra cui il progetto di una Cappella-bar
    Nel 1927 rielaborò questo progetto, ipotizzandone la realizzazione nel parco di un collegio religioso di Chiavari. I disegni furono esposti alla prima Mostra d'architettura futurista (Torino, ottobre,1928). Nel 1972 - in occasione della mostra alla Galleria Martano di Torino - Sartoris eseguì una serigrafia policroma da una prospettiva a guazzo intitolata Cappella-bar.

    Camillo Nardi Greco (Napoli, 08/05/1887 - Genova, 16/09/1968) ebbe l'incarico dalla Federazione Nazionale dei Fasci di Combattimento di Genova di progettare la Colonia Marina di Chiavari. Inaugurata il 26 ottobre 1936, fu intitolata al generale Gustavo Fara .

   La costruzione - in pianta a forma di "ala d'aeroplano" - comprende nella parte centrale una torre alta 49,3 metri, caratterizzata all'esterno da finestre a nastro. Sopra la base costituita dal seminterrato e da due piani bassi, otto piani alti [3]. Ai lati dell'ingresso due decorazioni murali in stile futurista di Demetrio Ghiringhelli .


La ex-colonia Fara ora riqualificata in "Torre Fara" a Chiavari, 1934-36.
   
    Luigi Vietti (Cannobio Vb. 13/02/1903 - Milano, 28/03/1998) fu uno dei giovani architetti che parteciparono all'architettura futurista. Negli anni Trenta ebbe l'incarico di progettare alcune Case del Fascio, tra cui quella di Rapallo (1938 - 1941).
   
    Ubicato all'inizio della salita verso S. Margherita Ligure, l'edificio è composto da due corpi di fabbrica distinti, ma uniti tra loro da una base leggermente rientrante. L'interno è stato  completamente ristrutturato.

   Di Luigi Vietti la costruzione del Caffè Portaneri (1935 - 1939) a Chiavari. Situata di fronte alla stazione ferroviaria, è stata più volte rimaneggiata all'esterno e rifatta all'interno. Conserva la struttura portante del nucleo originale.

L'ex Caffè Portaneri, ora Bar S.Marco a Chiavari, 1935-39. (Foto di E. Panzacchi)

     Nel 1933 Enrico Del Debbio (Carrara, 26/05/1891 - Roma, 12/07/1973) eseguì il progetto della Cappella Fracchia a Bargone (Casarza Ligure).

    Questa cappella cimiteriale - la cui data di costruzione non è certa, presumibilmente nel 1932/1933 - avrebbe dovuto accogliere le spoglie dello scrittore lucchese Umberto Fracchia (1889 - 1930). Essa ha un volume di m. 4x5,4x6 di altezza. Poggiata su un piedistallo in marmo, è caratterizzata dal rivestimento in lastre di lamiera di alluminio. In prospetto la porta monumentale alta m. 4 sormontata dalla scritta in caratteri futuristi "FRACCHIA". All'interno un altare, una croce e una stele con scritta in verticale "UMBERTO". 

   Fra le opere di rilievo architettonico, realizzate nel Tigullio in questo periodo, va ricordata anche la  ex-Colonia Burgo IX maggio a Moneglia (1936-1938).



Note:
                                                                                    

[1] Il 22 novembre del 1931 Filippo Tommaso Marinetti - su incarico del governo fascista e della Reale Accademia d'Italia - inaugurò a Chiavari il Palazzo delle Esposizioni del Litorale Tirreno di Levante, e la ''Mostra d'arte futurista''. 

[2] cfr. Paolo Sanzin, Architettura futurista nel Tigullio, in Franco Ragazzi (a cura ), Marinetti Futurismo in Liguria, De Ferrari, Genova, 2006, p. 162 - 171; cfr. anche il mio post, L'Affaire ex-Colonia Fara di Chiavari, 31/08/2013.

[3] Recentemente (2017) l'immobile è stato oggetto di restiylng Alla nuova destinazione è stata attribuita la denominazione di "Torre Fara"


martedì 10 aprile 2018

Edoardo Mazzino. La conservazione dei monumenti e la difesa del paesaggio in Liguria.



    Dopo l’inaugurazione a Palazzo Ducale di Genova nel 2017 – in occasione del centenario della nascita di Edoardo Mazzino - è stata riproposta a Chiavari a Palazzo Rocca (a trent'anni dalla sua scomparsa) la mostra “Edoardo Mazzino. La conservazione dei monumenti e la difesa del paesaggio in Liguria” [1] L’esposizione (aperta al pubblico dal 22 marzo al 3 giugno) è stata curata dalle figlie Francesca, Emilia e Lorenza Mazzino, in collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali e delle Attività Culturali e del Turismo; e patrocinata dall’Ordine degli Architetti di Genova.

   L’allestimento della mostra è costituito da venti pannelli che - attraverso lettere, schede di analisi, schizzi e annotazioni grafiche, tratte dall'archivio di famiglia - descrivono, l’attività professionale
 di Edoardo Mazzino, architetto [2].

    Edoardo Mazzino (Chiavari,15/04/1917–Genova, 09/06/1988) si laureò presso la facoltà di architettura di Roma. Fu allievo del prof. Gustavo Giovannoni. Prestò il servizio militare in Croazia, nel periodo bellico. Dopo l'8 settembre 1943 rientrò in Italia e partecipò alla Resistenza in Val d'Aveto (Liguria). Nel 1946 ottenne un incarico temporaneo alla Soprintendenza ai Monumenti della Liguria. Nel 1950 entrò in ruolo come architetto aggiunto e, dal 1964 al 1973, fu Soprintendente. Nel 1973 fu nominato Soprintendente per i Beni Ambientali e Architettonici di Venezia [3]. Svolse attività di docenza nel corso di "Complementi di Architettura e Urbanistica" (1965-1966) presso la Facoltà di Ingegneria di Genova; e di Museologia e Museografia nel corso di Perfezionamento in Storia dell'Arte Medievale e Moderna, presso la Facoltà di Lettere di Genova (1973-1986).

    Edoardo Mazzino collaborò alla stesura di piani regolatori generali  e di piani territoriali paesistici per diversi comuni liguri.  Nel Tigullio essi sono: il P.R.G. del comune di Moneglia (1946), di Sestri Levante (1947) e il  Piano territoriale paesistico del Promontorio di Portofino (1954). Inoltre fu membro della Commissione Consultiva per lo Studio del P.R.G. del comune di Chiavari (1950-1951) e della Commissione dell'Ente Autonomo di Portofino (1949). 


E. Mazzino, disegno a china su carta, (Foto di E. Panzacchi)


  Nel corso della sua carriera diresse i lavori di restauro di importanti complessi monumentali liguri, di cui alcuni sono ubicati nel Tigullio. Essi sono: la chiesa e il chiostro di S. Giorgio a Moneglia (1946-1950); il santuario di Nostra Signora delle Grazie a Chiavari (1947-1961)i ruderi del monastero di Valle Christi a Rapallo (1949-1956); l'abbazia di S. Andrea Apostolo a Borzonasca (1950-1958); la chiesa di S. Nicolò dell'Isola a Sestri Levante (1951-1962); la pieve di S. Ambrogio a Uscio (1954-1966); l'abbazia di S. Fruttuoso di Capodimonte a Camogli (1958); la facciata del Palazzo dei Portici neri a Chiavari (1959); e la basilica di S.Salvatore dei Fieschi a Cogorno (1968-1970) [4].  

E. Mazzino, Prospetto del palazzo dei Portici Neri, disegno a china e matita su lucido,  

   Poco distante dalla sede della mostra a Palazzo Rocca di Chiavari, in via Ravaschieri, è ubicato il Palazzo dei Portici Neri o dei  Portici Alti [5]. 

  L'edificio - costruito nel XIII secolo, - venne modificato nei secoli successivi. Fu di proprietà della famiglia Fieschi-Ravaschieri fino al XVII secolo; passò alla famiglia Vaccà fino al XIX secolo.


Facciata del Palazzo dei Portici neri, Via Ravaschieri, Chiavari.

 (Foto di E. Panzacchi)

 
Edoardo Mazzino diresse i lavori di restauro nel 1959.

   Rimuovendo gli strati d'intonaco, di cui era stata ricoperta la facciata, il palazzo fu restituito all'aspetto originario, caratterizzato dal bugnato rustico in ardesia del portico; dagli archetti pensili, che lo separano dal piano superiore; dalla bicromia dei conci in pietra e marmo nel paramento del piano nobile, ripresa negli archi sopra le trifore del secondo piano. 
    
    I segni del passaggio e delle trasformazioni dell'opera nel passato (piano sopraelevato, nuove finestre rettangolari, livello dei piani e intonaco recante lo stemma Vaccà, realizzati tra il XVI e il XIX secolo - sono decodificabili [6].
   

Note:
                                                                                     


[1] cfr. Bettina Bush, L'architetto geniale che capì in anticipo i rischi del paesaggio, in "La Repubblica", Genova, 10/05/2017.

[2] v. www.youtube.com/watch?v=eXgcgywPvc4

[3] Il motivo del trasferimento fu la sua opposizione alla realizzazione dell'impianto di gassificazione di Panigaglia nel Golfo di La Spezia (Francesca e Lorenza Mazzino).

[4] Le date fra parentesi si riferiscono rispettivamente a inizio e fine attività di restauro.


[5] cfr. F. Ragazzi, Chiavari, Genova, Sagep Ed., 1984, p.12-14.

[6] cfr. E. Mazzino, Il palazzo dei “portici alti” e il suo recente restauro, in “Bollettino Ligustico per la Storia e la Cultura Regionale”, XII-1/2, 1960, pp. 3-20
.



giovedì 7 luglio 2016

La pavimentazione di Piazza N. S. dell'Orto a Chiavari




       L'intervento di basolatura in pietra arenaria nella piazza di N. S. dell'Orto - approvato  all'interno del nuovo piano urbanistico comunale di Chiavari - sta per essere portato a termine [1].
      Ho già avuto occasione di scrivere sulle motivazioni storiche e artistiche che hanno caratterizzato l'origine dei manufatti costruiti e collocati in questo sito [2].

Chiavari, Piazza di N. S. dell'Orto, marzo 2016, inizio dei lavori di basolatura.

      Il previsto mosaico a rissêu, nella porzione della piazza prospiciente il pronao esastilo della Cattedrale - impropriamente definito sagrato - è stato giudicato inadatto per questo tipo di edificio.
     Si è scelto un intervento di più largo respiro per riqualificare la piazza e collegarla al sistema urbano. In pratica si è reso evidente un percorso che, dalla Stazione ferroviaria, percorrendo Via delle Medaglie d'Oro e Via della Cittadella, conduce nel centro storico.
       L'obiettivo dell'opera è il superamento graduale della contemporanea presenza del traffico veicolare con quello pedonale intorno al monumento di Vittorio Emanuele II e nell'area antistante la Cattedrale. Ovviamente, ciò implicherà delle variazioni alla viabilità che interesseranno non soltanto la piazza, ma anche le vie limitrofe.
       La nuova superficie della piazza ha assunto il tono grigio-argenteo della pietra arenaria, estratta nelle cave di Bedonia in Val di Taro, lavorata in basoli che si sono integrati con quelli dei lastricati eseguiti in passato.
        Con riferimento al rilievo planimetrico del 1854, la piazza è rimasta chiusa a sud, dalla Stazione ferroviaria, oltre il parco pubblico e aperta a ovest, sullo sfondo delle colline delle Grazie [3].


Chiavari, Piazza di N. S. dell'Orto, planimetria della città di Chiavari, 1854.

        La percezione visiva dei rapporti di spazialità - modificati rispetto agli edifici affacciati sul lato nord e su quello est della piazza - dà all'osservatore l'impressione di un risalto maggiore e, con la nuova illuminotecnica, un effetto scenografico.


Chiavari, Piazza di N. S. dell'Orto, luglio 2016, stato di avanzamento dei lavori.


Note:
                                                                    

[1] Il progetto è di Claudio Vaselli. La ditta esecutrice dei lavori è S.I.M.E.S Tigullio s.r.l. La superficie interessata dall'attuale intervento è di ca. mq. 1000.
[2] cfr. artigullia.blogspot.it  09/05/2014 e 18/09/2013
[3] Lo spostamento della linea ferroviaria a nord - proposto nel 1934 dall'arch. Gaetano Moretti  - è stato disatteso. La realizzazione dei Viale delle Palme a ovest - già prevista dall'ing. Riccardo Questa nel 1894 - è stata eseguita negli anni Trenta del secolo scorso.


domenica 3 aprile 2016

Quattro monumenti storici per il Giubileo nel Tigullio


    
    Per il Giubileo straordinario, la chiesa locale di Chiavari - a cura dell'Ufficio Beni Culturali della Curia Vescovile - ha organizzato un corso di formazione su "Le mete del Giubileo nel Tigullio iconografia culto tradizioni". Per il luogo delle lezioni - svolte da liturgisti, architetti e storici dell'arte – sono state scelte quattro chiese: la Cattedrale di N. S. dell'Orto (13 marzo alle ore 15:00), la Basilica di S. M. di Nazareth (10 aprile alle ore 15:00), il Santuario di N. S. di Montallegro (24 aprile alle ore 15:00), e di N. S. della Guardia in Velva (22 maggio alle ore 15:00).


    Questi edifici di culto evocano in origine dei “luoghi”, le cui proprietà sono intrinsecamente collegate, in senso lato, a valori culturali. La stessa collocazione territoriale offre una prima chiave di lettura: a Chiavari, in piazza della Marina, fuori le mura del Castello; a Sestri Levante, sull’istmo della penisola; a Rapallo, sul monte Lete, poi Allegro (oggi Monte Rosa) e a Castiglione Chiavarese, sul valico di Velva.

 Sotto il profilo architettonico esterno essi appartengono a costruzioni eclettiche dell'Ottocento, con tendenza al "revivalismo": forme neo-classiche nel pronao della Cattedrale di Chiavari e della Basilica di S. M. di Nazareth a Sestri Levante, rinascimentali nel protiro e nella facciata del Santuario di N.S. della Guardia in Velva; forme neo-gotiche nella facciata del Santuario di Montallegro a Rapallo.  


    La chiesa di N. S. dell'Orto a Chiavari fu costruita nel periodo 1613-1633, nel luogo dove, sul muro di una piccola edicola, nel 1493 il pittore Benedetto Borzone dipinse un'immagine votiva, raffigurante la Madonna col Bambino e i Santi Rocco e Sebastiano. Il pronao fu eretto nel periodo 1841- 1907 su disegni di L. Poletti e R. Questa. Nell'interno - diviso in tre navate, decorato plasticamente in forme neo-barocche nel 1909-1910 - sono conservate opere di pittura, di scultura, arredi e suppellettili liturgiche di valore storico ed artistico. Le varie fasi progettuali e di realizzazione della chiesa sono state riesaminate, documentate e descritte recentemente da G. Algeri [1]


La lezione di G. Algeri in Cattedrale di N.S. dell'Orto, interno della chiesa, 13-03-2016.
(Foto di E. Panzacchi)
   La chiesa di Santa Maria di Nazareth a Sestri Levante fu edificata nel periodo 1604-1616 - su disegno di G. B. Carlone - nel luogo in cui era già una cappella risalente alla seconda metà del XIV sec.  Nel periodo 1837-1840 fu aggiunto Il pronao su progetto di G.B. Prato, sul modello di restauro esterno della Basilica genovese della Santissima Maria Annunziata del Vastato. Nell'interno - diviso in tre navate - sono custodite pregevoli opere di pittura e di scultura.

   La chiesa di N. S. di Montallegro a Rapallo fu eretta - dopo l'Apparizione del 2 luglio 1557 - nel periodo 1558-1559, nel luogo dov'era custodita una piccola icona lignea (proveniente da Ragusa, l'attuale Dubrovnich), raffigurante la Dormitio Virginis. La chiesa fu ampliata nel 1640 e,  nel periodo 1882-1896, fu dotata di una nuova facciata, su progetto di L. Revelli. Nell'interno a navata unica, oltre alla succitata tavoletta, sono conservate opere di pittura e numerosi ex-voto. 

    La chiesa di N. S. della Guardia a Castiglione Chiavarese fu costruita nel periodo 1892-1895 per volere della popolazione. Vincenzo Persoglio, parroco di S.Torpete in Genova, si interessò presso la curia, di procurare il progetto. Fu incaricato l'architetto M. Dufour che prese a modello la facciata dell'antica chiesa genovese di S. Benedetto al porto del XII sec. Nell'interno del santuario è conservato il primo gruppo ligneo della Madonna della Guardia, realizzato durante l'edificazione, da Antonio Canepa.


                                                        

[1] cfr. G. Algeri, La Basilica della Madonna dell'Orto, Internòs, Chiavari 2010, pp. 188.

   
                    

lunedì 7 marzo 2016

L'Asilo Infantile di Chiavari, un edificio di interesse culturale

La storia ed il recente restyling interno del secondo piano

    Senza interventi strutturali, l'interno dell'edificio dell'Asilo Infantile di Chiavari - ex-sede per oltre un secolo del liceo classico "F. Delpino" - è stato riattato recentemente per offrire lo spazio ad una nuova attività denominata "WyLab" (incubatore di imprese dedicate alle applicazioni digitali ed ai servizi legati al mondo dello sport) [1].

Asilo Infantile di Chiavari, Chiavari, Via Delpino 7, P.zza Della Torre, Seconda metà del XIX sec.
(Foto di E. Panzacchi)

    L'edificio - ubicato presso il centro storico della città in Via Delpino 7, prospiciente a piazza Della Torre e al palazzo delle Scuole Pie - fu costruito nella seconda metà del XIX secolo su iniziativa della Società Economica di Chiavari, con il contributo di numerosi benefattori privati, per dotare la città di una struttura educativa per i bambini [2].

    Il progetto dell'edificio è di Riccardo Questa (Chiavari, 07/08/1852 - ivi 02/01/1928), ingegnere attivo a Chiavari dal 1880 [3].


F. Falcone, Testa di R. Questa, Cimitero Monumentale di Chiavari, rilievo in bronzo, siglato "F.F" a dx. 1928 (?)
(Foto di E. Panzacchi)

      Il fabbricato è posto su un'area di 1650 mq. con un volume formato da tre corpi, uno centrale e due laterali, perpendicolari al primo, che visti dall'alto, disegnano una pianta a forma di H. Esso rappresenta oggi un interessante esempio di edificio ad uso sociale realizzato secondo le tecniche e le tipologie dell'eclettismo ottocentesco, nonché il segno dello sviluppo urbano della città [4].

      Dal 1924 al 1962 lo stabile fu la sede dell'Istituto Tecnico Statale "In Memoria dei Morti per la Patria" di Chiavari e dal 1911 al 2014  del Liceo Classico "Federico Delpino"  [5]. In anni più recenti esso ha ospitato alcune edizioni della Mostra del Tigullio, la sede distaccata di uffici comunali e dell'associazione Circolo G. Fanin; varie associazioni culturali e sportive, e - dagli anni Ottanta al 2003 - lo studio del pittore Adriano De Laurentis. 

    Attualmente l'edificio ospita la Scuola Paritaria per l'Infanzia "Della Torre", gestita dall'Associazione Asilo Infantile di Chiavari (primo piano) e la nuova struttura di WyLab (secondo piano).


M. Bertetta, WyLab, sala riunioni, 2016. (Foto di E. Panzacchi)

    Il restyling interno del secondo piano ha avuto cura, da un lato di conservare tutti gli elementi connotativi dell'edificio (gli infissi, i pavimenti, i caloriferi e le lavagne in ardesia di un secolo fa), dall'altro di recuperare gli ambienti (il corridoio, la terrazza, le aule, i bagni), dotandoli di nuovi impianti e nuovi arredi. In particolare la struttura è in grado di offrire 150 postazioni dedicate, due sale riunioni, una sala break, una sala relax, una terrazza, uno spazio networking e un'aula corsi al piano terra.


M. Bertetta, WyLab, ufficio, 2016. (Foto di E. Panzacchi)

    
 Note:
                                                                                     

[1] L'iniziativa è stata promossa da Antonio Gozzi (ceo di Fiderco Group, presidente di Federacciai e della società calcistica albiceleste del Tigullio Virtus Entella). Il progetto del restyling interno del secondo piano dell'edificio è stato curato da Marco Bertetta.

[2] Tra i fautori dell'opera vi furono Davide Gagliardo, Vittorio Botti, Giuseppe Bontà, Giuseppe Raffo, Alessandro Negri di Sanfront, Pietro Badaracco, le famiglie Turio, Bancalari, Podestà e Chiarella. cfr. G. G. Viarengo, Chiavari, Internòs, Chiavari 2013, p. 104. 
La fondazione dell'istituzione risale al 1847 con Regio Decreto del 30 ottobre. L'asilo avviò le attività presso l'ex convento di S. Francesco, poi si trasferì in un piccolo fabbricato, con accesso dalla strada del Corsetto (l'attuale via Vinelli), infine si stabilì  in Via Delpino 7. cfr. M. Lamponi, Le strade di Chiavari, G. Mondani, Genova 1987, p. 36.
Nel 1861 il prof. F. Chiarella - Presidente della Società Economica e Direttore delle Scuole Tecniche di Chiavari - compose l'inno per L'Asilo Infantile di Chiavari. cfr. F. Chiarella, L'Asilo Infantile di Chiavari, Tip.Quintino Scalpelli, 1862.

[3] cfr. M. Lamponi, ibid. p. 36; Viarengo, ivi p. 105. Quest'ultimo dà notizia dei progetti di R. Questa per la città di Chiavari. Essi sono: nel 1925 l'Albergo Moderno in C.so Assarotti, nel 1913 il Palazzo Simonetti in C.so Dante, nel 1911 il Banco di Sconto in Via delle Vecchie Mura (oggi del Banco Popolare di Chiavari) e nel 1913 il Villino Segale in via Tripoli. cfr. G.G. Viarengo, ivi p.201- 202- 205- 212.
Le altre notizie, riguardanti la sua attività e le sue opere per la città di Chiavari, sono: nel 1885 il progetto della zona tra C.so Grimaldi e il Rupinaro, nel 1888 il palazzo dell'Istituto Assarotti in C.so Millo, nel 1903 il progetto della variante al piano edilizio, nel 1906 il progetto esecutivo della circonvallazione a monte, nel 1881 il progetto esecutivo del pronao della Chiesa- Santuario di N. S. dell'Orto, dal disegno dell'ing. Luigi Poletti, risalente al 1835. cfr. V. Bertiati, F. Canale, F. Delmonte, La Quadreria, in V. Bertiati (a cura di) Riccardo Questa, Busco, Rapallo 2001, p. 119. Egli dà notizia anche dell'attività pittorica di R. Questa (senza riferimenti). Nel catalogo della Quadreria: "Via Ravaschieri",dipinto a tempera su tela, cm. 66 x 39, datato 1895, donato dall'autore (R. Questa) alla Società Economica di Chiavari. cfr. V. Bertiati, F. Canale, F. Delmonte, ivi, p. 69.
Sul completamento del disegno di L. Poletti cfr. L. Sanguineti, Nostra Signora dell'Orto.Storia documentata del suo Santuario in Chiavari e della diffusione del culto, Rapallo 1955, p. 280; poi P. R. Spiazzi, Nostra Signora dell'Orto. Storia documentata della devozione e del Santuario, Rapallo 1994, p. 287, 288. Tutto ciò è riportato anche da G. Algeri. cfr. Giuliana Algeri, La Basilica della Madonna dell'Orto, Chiavari, 2010, p.77. Inoltre a R. Questa ella ascrive nel 1893 il disegno dell'incorniciatura marmorea dell'altare del Crocifisso, alla testata destra del transetto della medesima Chiesa, divenuta Cattedrale. cfr. G. Algeri, ivi, p. 93 - 94.

[4] Per la descrizione particolareggiata dell'edificio cfr. arch. Alberto Parodi, Relazione storico-artistica, Genova 03/12/2013, allegata al Decreto  di Vincolo Architettonico della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria, Genova 21/03/2014.

[5] Il 18/12/1920 l'Assemblea dei Soci della Società Economica di Chiavari deliberava la fondazione di un istituto tecnico e il 06/04/1922, la Presidenza avviava la pratica.  La risposta del Ministero per l'Istruzione fu negativa, poiché ai sensi dell'art. 2 del R.D. n. 1054 del 06/05/1923, era necessario un provvedimento legislativo. Di conseguenza la Società Economica istituì per l'anno scolastico 1923/24, una scuola privata e organizzò la sua sede presso L'Asilo Infantile di Chiavari. Nel 1924 essa ebbe il riconoscimento richiesto di Istituto Tecnico Statale, intitolato "In Memoria dei Morti per la Patria" (R. D. n. 1700 del 16/10/1924). 
Tra il 1737 e il 1741 i coniugi  G. B. Della Torre di Chiavari legavano parte dei loro beni per la fondazione di un collegio per ragazzi. Grazie all'opera dei padri Scolopi, nel 1749 fu istituito il Ginnasio. Esso ebbe riconoscimento ufficiale nel 1817 con Regio Decreto. Nel 1863  fu trasformato in Liceo pareggiato e convertito nel 1909 in Liceo Governativo (G.U. n. 31 del 1910), intitolato a "Federico Delpino" con Regio Decreto (G.U. n. 95 del 24/04/19109). Nel 1911 la sede fu trasferita dal Palazzo delle Scuole Pie, nel secondo piano dell'Asilo Infantile, con ingresso laterale in Via Davide Gagliardo. 
Per ulteriori notizie sulle istituzioni scolastiche in Chiavari cfr. S. Ganci, La Fisica nell'800 in Chiavari, Atti del XXV Congresso Nazionale di Storia della Fisica e dell'Astronomia, Milano, 10-12 novembre 2005. Egli, in un primo articolo, pubblica una pianta dell'edificio risalente all'epoca della fondazione dell'istituto tecnico (1920-1924). cfr. S. Ganci, Costruttori di apparecchiature di Fisica in Chiavari tra la seconda metà dell'800 e la prima metà del '900, in "Quaderni di Storia della Fisica", 2003.


Ringraziamenti:
Desidero ringraziare Botto Gladys (Biblioteca Società Economica di Chiavari), Perazzo Doretta e Pittingolo Maria (Comune di Chiavari), Solari Alberto (Associazione Asilo Infantile di Chiavari), Isetti Mons. Can. Francesco e Trovato Can. Gianluca (Curia Vescovile di Chiavari) per la cortesia e l'aiuto fornito.