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domenica 7 dicembre 2014

Eugenio Mario Raffo, operaio xilografo a Sestri Levante


      Nel duplice anniversario della nascita e della scomparsa di Eugenio Mario Raffo, la Città di Sestri Levante gli rende omaggio con una mostra antologica su alcuni documenti e oltre 200 riproduzioni fotografiche delle sue xilografie. L'esposizione resterà aperta al pubblico fino al 14 dicembre 2014.
    
     E. M. Raffo (Sestri Levante, 1904 - 1994) fu autodidatta, con attitudine spiccata al disegno.  Egli lavorò come operaio presso la F.I.T (Fabbrica Italiana Tubi) di Sestri Levante, dove conobbe Giovanni Descalzo. Colpito dalle sue doti, questi lo convinse ad intraprendere l'arte della xilografia. 

       L'amicizia con G. Descalzo consentì a E. M. Raffo di entrare in contatto con numerosi artisti ed intellettuali del Novecento che frequentavano la riviera ligure di levante. Fra gli xilografi di fama internazionale fu in relazione con Adolfo De Carolis, Luigi Servolini, Bruno da Osimo e Italo Zetti.

       La sua produzione artistica è cospicua: nature morte, ritratti, scorci paesaggistici ed architettonici, segnaletica di sicurezza (stampata sulle buste-paga).  Di grande rilievo è pure la realizzazione  di Ex Libris  per committenti noti, tra cui Gianni Mantero, Remo Palmiani, Giuseppe Cauti e Mario De Filippis.


E.M. Raffo, Chiesa di S.Bartolomeo di Ginestra (Sestri L.), xilografia.
(Riproduzione di E.Panzacchi) [1]


         E. M. Raffo ottenne i seguenti riconoscimenti: Premio Castrum Sigestri, dell'Università Popolare dei Due Golfi (1976); membro dell'Accademia delle Arti dell'Incisione (1979); Premio Turio - Copello della Società Economica di Chiavari (1989).


E.M. Raffo, Vaso di fiori, xilografia, coll.  priv.
(Foto di E. Panzacchi)


        Una parte delle oltre 150 matrici xilografiche -  attualmente in deposito temporaneo presso il MuSel di Sestri Levante - sono state catalogate, ma al momento non è stato ancora possibile realizzare una ricostruzione completa.


E. M. Raffo, Chiesa di San Pietro in Vincoli, Sestri L., xilografia, Coll. Priv.,
(Foto di E. Panzacchi)

      

                                                      

[1] La foto è stata pubblicata nel 1988 su "Incontro" e ripubblicata nello stesso anno su San Bartolomeo di              Ginestra Sestri Levante (a cura del Consiglio di Amministrazione della Parrocchia), ill. n.2 



sabato 5 luglio 2014

Ritrovata una matrice in rame dell'incisore Luigi Gismondi


    Il Museo Diocesano di Chiavari ha celebrato trent'anni  di apertura al pubblico (inaugurazione il 30 giugno 1984) con l'esposizione della matrice in rame di Luigi Gismondi (Genova, 1759 - 1830) dell'immagine di Nostra Signora dell'Orto, disegnata dal pittore Carlo Baratta (Genova, 1754 - 1815). Incisa nel primo decennio del 1800, è stata donata da un anonimo alla Cattedrale di Chiavari ed è attualmente esposta - insieme ad altri oggetti liturgici - in una teca, posta in fondo al corridoio d'ingresso del museo. Questa matrice era utilizzata nell'Ottocento e nel Novecento per le stampe dell'effigie di N.S. dell'Orto.

N.S. dell'Orto, riproduzione (particolare), Museo Diocesano.

     L'immagine originale di N. S. dell'Orto - dipinta sul muro di un'edicola da Benedetto Borzone - dopo l'Apparizione del 2 luglio 1610, fu staccata e collocata sull'Ancòna dell'altare maggiore del Santuario. Il pittore Carlo Baratta ritrasse  N. S. dell'Orto dopo l'Incoronazione dell' 8 settembre 1769, mentre suo figlio, Francesco Baratta (Genova, 1805 c. - 1835) eseguì il dipinto posto sull'arca che ogni anno il 3 luglio viene portato in processione. 

F. Baratta, N.S.dell'Orto, Chiavari, Cattedrale, arca processionale, 1834.
(Foto di E. Panzacchi)

mercoledì 23 aprile 2014

Le stampe calcografiche della "Via Crucis" di Giovanni Job


        Dopo ventinove anni dall'esposizione della "Via Crucis", Giovanni Job (Magnano, Udine, 1950), ripropone questo tema nell'installazione a Palazzo Rocca di Chiavari, curata da Enrico Rovegno, con la musica di Roberto Frugone e i frammenti poetici di Carlo Striano. La mostra resterà aperta al pubblico fino al 27 aprile.

G. Job, "Maddalena", calcografia, 1m. x 2, Palazzo Rocca, Chiavari.
(Foto di E. Panzacchi)

       Il percorso personale e doloroso dell'artista - contrassegnato dalle "stazioni" della Via Crucis - è costituito da 14 grandi stampe "alla maniera nera" (1 m. x 2) e da una scultura lignea. I personaggi (Pietro, Simone, Maddalena, Giuda ecc.) - tratti dai Vangeli - sono connotati nella  loro quotidianità e partecipano con naturalezza all'evento.

G. Job, "Giuda", calcografia, 1 m. x 2, Palazzo Rocca, Chiavari.
 (Foto di E. Panzacchi)
                                                                                   


Note biografiche:

   Nato a Magnano (Udine) nel 1950. Si trasferisce a Chiavari, dove frequenta l'Istituto Statale D'Arte. Si diploma presso la Scuola Grafica di Urbino. A Chiavari nel 1975  fonda una Stamperia D'Arte e nel 1980 promuove con altri artisti la fondazione del Consorzio Artigiano Ligure Artistico “C.A.L.A. Fieschi” a Sestri Levante. Dal 1975 partecipa a rassegne collettive in Italia e all'estero e tiene numerose mostre personali in cui svolge un suo particolare percorso indagando nella “memoria dell'arte”. Dal 1979 al 1982 si dedica alla realizzazione di opere per un poema surreale “Se ghe vedde, se ghe sente” che espone in diverse sedi. Sempre attento al linguaggio dell'incisione, ma proteso verso nuove forme espressive, nel 1985 presenta la "Via Crucis", ed esprime la sua forte sensibilità religiosa aderendo nel 1986 al Gruppo "Arte Redenta”. Dal 1998 al 2001 esegue i cartoni per le vetrate della Chiesa di S. Pier di Canne a Chiavari e realizza una serie di opere di carattere religioso in alcune chiese del Tigullio (Carasco, Borzonasca). Dal 1990  è docente di tecniche dell'incisione presso le Accademie di Belle Arti di Roma, Lecce, Napoli, Venezia, e  di Brera a Milano.

Per approfondire:

cfr. Carlo Chenis, La Biblia pauperum di Giovanni Job. Vetrate di S. Pier di Canne, Genova, Ed. De Ferrari, 2002.