mercoledì 18 settembre 2013

Continuano a volare gli Angeli di Luigi Brizzolara, scultore

   Nella piazza centrale della città di Chiavari, davanti alla Cattedrale, lateralmente un po' prima del Palazzo Municipale, nel 1898 fu eretto il monumento a Vittorio Emanuele II di Savoia.

   Opera dello scultore Luigi Brizzolara (Chiavari, 1868 - Genova, 1937), al gruppo statuario si attribuiscono, non soltanto significati storici ed artistici, ma anche valori simbolici, seguiti poi, da dispute, anche recenti, riguardo alla sua rimozione e sistemazione in un altro sito della città.


L. Brizzolara, Chiavari, P.zza N.S. dell'Orto, statue in marmo, 1898.
(Foto di E. Panzacchi)
   Il monarca è rappresentato in posizione stante, in uniforme militare, con mantello. In basso sono scolpite due figure allegoriche: "Italia e l'Angelo" a fianco. Sul retro del monumento, un motivo ornamentale: la parure regale, un cuscino, su cui sono deposti scettro e corona.


L. Brizzolara, Monumento a Vittorio Emanuele II, Particolare sul retro, 
(Foto di E. Panzacchi)



   Rivolgendo ora l'attenzione sulle due figure in basso, poste sul basamento, si può osservare che esse sono state danneggiate. In particolare, alla mano destra di "Italia", mancano due dita: pollice e mignolo. Alla mano sinistra: pollice, medio e anulare.  All'Angelo manca una parte dell' alluce del piede sinistro. Pare che queste parti mancanti, siano state recuperate e conservate. In tal caso sarebbe opportuno un semplice intervento di ricomposizione delle dita, altrimenti occorrerebbe procedere alla loro ricostruzione.



                                             
   Le superfici, soprattutto dell'elemento ornamentale e del basamento, presentano in alcuni punti delle macchie, causate dal deposito delle polveri provenienti dai vari fumi di combustione, nonostante l'ultimo intervento di pulizia, eseguito nel 2007.
      
      Per approfondire:

  • cfr. Franco Sborgi (a cura), L'Ottocento e il Novecento. Dal Neoclassicismo al Liberty, in La scultura a Genova e in Liguria. Dal Seicento al primo Novecento, Genova, 1988.
  • cfr. Debora Badinelli, Torna a volare l'Angelo di Brizzolara, in Il Secolo XIX, (ed. levante), Genova, 24/01/2013.
  • cfr. www.hiroandco.wordpress.com di Rosangela Mammola.


sabato 31 agosto 2013

L’Affaire ex Colonia Fara di Chiavari


    Nella riunione del 26 luglio scorso, il Consiglio Comunale di Chiavari ha approvato la pratica del bando di asta pubblica, relativa al compendio immobiliare denominato “ex colonia Fara”. Intanto le controversie ed i contenziosi continuano.

  Intitolata a Gustavo Fara - generale dell’esercito nella prima guerra mondiale - commissionata nel 1935 dal Partito Nazionale Fascista, progettata da Camillo Nardi Greco in collaborazione con Lorenzo Castello, fu edificata nel 1936 ed inaugurata il 15 maggio 1938 da Benito Mussolini.


    Il complesso architettonico è costituito da una torre di undici piani – compreso il piano seminterrato – alta 49,3 metri, sovrapposta al centro della base, come una fusoliera tra le ali di un aereo. Si tratta di un classico esempio di “architettura razionalista” del Novecento. Il richiamo all’ “aeropittura” di Tullio Crali - autore di due degli affreschi, realizzati all'interno dell’edificio – e alle espressioni futuriste di Filippo Tommaso Marinetti (1876 – 1944) è sintomatico. 
                                                      Rappresentazione in pianta del fabbricato.


Dati tecnici: volumi complessivi mc. 21.336,87; superficie calpestabile mq. 5.395; superficie dei terrazzi mq. 300; superficie del terreno pertinenziale circostante mq. 3.700.


      Il fabbricato mantenne la sua funzione originaria di colonia marina per ragazzi fino al 1942. Durante la seconda guerra mondiale divenne un ospedale militare. Dal 1947 funzionò da campo per i profughi istriani e, dal 1960 al 1980, da albergo internazionale per la gioventù italiana. Nel 1984 ne acquisì la proprietà il comune di Chiavari. Dal 1980 al 1988 i locali del primo piano vennero adibiti a scuola elementare e a sede di un’associazione sportiva.

     L’attuale stato di degrado – dovuto al tempo, ma soprattutto al disuso e l’abbandono quasi totale in questi ultimi anni - richiede un intervento generale di restauro.

       È necessario conservare e consolidare il comportamento statico originario in relazione ad un riuso compatibile, in sintonia con i valori storici ed artistici dell’oggetto ed ambientali del sito su cui è sorto.

[Per approfondire: cfr. Daniela, Bosia, La Colonia Marina a Chiavari, in "DO.CO.MO.MO ITALIA GIORNALE", 2001, vol. 9, p. 4].

Chiavari, ex Colonia Fara, stato attuale del fabbricato

venerdì 16 agosto 2013

Il Premio di Arti Figurative e Narrativa abbinato alla Mostra del Tigullio di Chiavari


       Nell'ambito della rassegna fieristica sull'artigianato locale - Mostra del Tigullio - gli artisti primi classificati alla prima edizione del premio nazionale di arti figurative, sono: Matteo Mezzetta con "Untitled (geometry), 2012", olio su tela, 120 x 90 cm.per la pittura, Paolo Repetto, con "Presenze", fotografia digitale, 120 x 90 cm., per la fotografia, ed Elisa Confortini con "AB Imis", per la scultura.

      Matteo Mezzetta vive e lavora tra Lione e Milano. Partendo dalla fotografia, l'artista rielabora le immagini con tecniche manuali e digitali in chiave iperrealistica.

      Paolo Repetto vive e lavora a Genova. L'artista produce fotografie digitali di interni, trattati con filtri colorati, luce diffusa ed effetti soft focus su "presenze" accennate.

     Elisa Confortini vive e lavora a Genova. Specializzata nelle lavorazioni in ceramica, realizza sculture ed oggetti d'uso semplici e pieni di significati.

mercoledì 24 luglio 2013

Le sculture di Leonardo Lustig alla Mostra del Tigullio a Chiavari


      Un forte interesse hanno manifestato moltissimi visitatori  per le opere scultoree di L. Lustig (S. Margherita Ligure 1969), esposte alla 156° edizione della Mostra del Tigullio a Chiavari. Una particolare ammirazione è stata espressa per la scultura in bronzo posta momentaneamente sul piedistallo  - vicino agli zampilli d’acqua – nella fontana in piazza Matteotti.

     L’oggetto - in  dimensioni naturali, raffigurante “Il pescatorello” - avrà la sua collocazione stabile in un sito presso la Baia del Silenzio a Sestri Levante.

[Per approfondimenti cfr. Franco Ragazzi (a cura di) Leonardo Lustig scultore, Genova, ed. De Ferrari, 2006, pp. 175.]
L. Lustig, Il Pescatorello, scultura in bronzo, 2010 [ripresa al momento dell'inaugurazione della Mostra]
(Foto di E. Panzacchi)

mercoledì 17 luglio 2013

Happening di sei artisti del Tigullio in piazza S.Giovanni a Chiavari

   
    Sei artisti operanti nel Tigullio - Franco Casoni, Armando Lombardi, Rosy Maccaronio, Mario Rocca, Luiso Sturla e Maurizio Vaccarezza "Bibi" - hanno improvvisato nei giorni scorsi un happening per richiamare l'attenzione del pubblico sulla gru meccanica, montata due anni fa (non più rimossa) in piazza S. Giovanni a Chiavari. L'evento continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri artisti.

    Sui panelli di recinzione del cantiere - collocati alla base della macchina - sono state pitturate delle figure allegoriche (una sirena alata, un diavolo, una sedia di Chiavari modello "parigina", il bacio, una veduta dal balcone sul golfo) con l'intento di colpire gli sguardi dei passanti che, oltre a notare l'ingombro, possono percepirne anche l'impatto visivo sulla piazza.

       Sui lati i palazzi storici e la chiesa di S. Giovanni Battista, la cui facciata fu realizzata nel 1935, su progetto dell'architetto Gaetano Moretti (Milano 1860 - 1938). Sopra gli stipiti della porta centrale della chiesa, due sculture di Luigi Brizzolara (Chiavari, 1868 - Genova,1937) raffiguranti "S. Giovanni Battista" (a sinistra) e "S. Marco Evangelista" (a destra).  

[Per approfondire cfr. Luigi Sanguineti Il SS. Crocifisso Nero e la Chiesa di S. Giovanni Battista in Chiavari, Chiavari, 1938, pp. 195 - 198.]


F. Casoni, A. Lombardi, R. Maccaronio, M. Rocca, L. Sturla, M. Vaccarezza, Performance artistica, P.zza S.Giovanni, Chiavari.
Foto di E. Panzacchi


mercoledì 3 luglio 2013

Un bassorilievo di F. Falcone sull'avello del Sac. Ferdinando Negri

       
      A sette anni dalla morte (6 luglio 2006) del Sac. Ferdinando Negri, fondatore dell'Opera "Madonna dei Bambini" - rinomata anche "Villaggio del Ragazzo"  - è stata aperta dal Vescovo di Chiavari Alberto Tanasini, la fase diocesana della causa di beatificazione e canonizzazione.

        Nel 1946, dopo la guerra, "Don Nando", avvicinava i giovani dei ceti meno abbienti e, con i contributi della P.C.A.(Pontificia Commissione Assistenza), e di alcuni privati, offriva loro assistenza e possibilità di realizzarsi. Negli ultimi due decenni della sua vita si dedicò anche alle nuove povertà. 

      Nel 1976 la Chiesa gli conferì il titolo di 'monsignore', come membro della famiglia pontificia (prelato d'onore di Sua Santità) e fu 'canonico' del Capitolo della Cattedrale di N.S. dell'Orto di Chiavari.  Nel 1985 Don Nando fu insignito della Fronda d'oro.

     Sulla sua tomba, nel cimitero di Chiavari, è stato collocato un tondo in terracotta di F. Falcone, su cui è rappresentata in bassorilievo "La Madonna dell'Orto".
F. Falcone, La Madonna dell'Orto, Chiavari, Cimitero, tomba di Ferdinando Negri, in  terracotta, bassorilievo
Foto di E. Panzacchi


mercoledì 26 giugno 2013

Francesco Gandolfi pittore. La posa dalla prima pietra di N.S. dell'Orto

   
      Ricorre lunedì 1 luglio il 4° centenario della posa della prima pietra del santuario di N. S. dell'Orto di Chiavari.

     Era il 1 luglio 1613 quando il Vicario Generale Mons. Papiniano Denalio, arrivato a Chiavari da  Genova, dava il via alla costruzione del santuario dedicato alla Madonna dell’Orto, benedicendo la pietra di marmo, su cui era stata scolpita l’epigrafe: “MDCXIII Die primo Julii ad honorem beatissimae virginis nuncupatae dell’Orto”


      Il cronista  dell'epoca Pietro Cella annotava: Tosto che la santa pietra fu posta nella cavata fossa, il devoto popolo, con tanto fervore portando materie per fabbricarvi sopra, in quello stesso giorno fece lavoro ch’in giorni intieri fatto non havrebbe”. 

      I lavori iniziarono sotto la direzione di Cesario Leoni del Marro di S. Pier d’Arena.

     [cfr. Giuseppe Vignolo,  Il Santuario di N. Signora dell’Orto in Chiavari, Modena, 1910, c. VII, p.90]

      L' avvenimento storico è rappresentato sulla volta della navata centrale della chiesa, nel primo quadro sopra l'ingresso. L'autore dell'affresco è Francesco Gandolfi (Chiavari 1824 - Genova 1873).


       Luigi Sanguineti - nella storia del santuario -  riporta il seguente passo, tratto dal verbale del Registro della Fabbriceria: "il 1868, ai 16 gennaio, il pittore Francesco Gandolfi fu Cav. Gian Cristoforo si offre di dipingere ed ornare, entro lo stesso anno, tutta la volta della navata grande della chiesa di N. S. dell’Orto”.


   [Luigi Sanguineti, Nostra Signora dell'Orto, Rapallo, 1955, ed. II, p. 271.]


F. Gandolfi, La posa della prima pietra, Chiavari, N.S. dell'Orto, volta della navata centrale, affresco, 1868.
Ripresa fotografica di E. Panzacchi